Il discorso alla nazione di Donald Trump, durato 19 minuti, ha gettato i mercati globali nel caos. Definendo l’offensiva in Iran un “investimento per il futuro dei nostri nipoti”, il Tycoon ha promesso di riportare Teheran “all’età della pietra” entro tre settimane se non verrà raggiunto un accordo entro il 6 aprile.
Le sue parole, giudicate contraddittorie e prive di una strategia d’uscita chiara, hanno innescato reazioni a catena:
- Mercati in picchiata: Il petrolio è volato oltre i 110 dollari al barile, trascinando al ribasso le Borse europee.
- Allarme S&P: L’agenzia di rating ha lanciato l’allarme recessione per l’UE, tagliando le stime del PIL italiano a un risicato 0,4%.
- Scontro Transatlantico: Emmanuel Macron ha attaccato frontalmente Trump: “Non può contraddirsi ogni giorno, sta svuotando di sostanza la NATO”.
Mentre il fronte interno Maga mostra i primi segni di cedimento (con le pesanti critiche del complottista Alex Jones che parla di “declino cognitivo” del Presidente), Trump ha ribadito il suo isolazionismo: chi vuole il petrolio di Hormuz “vada lì e se lo prenda”, sancendo la fine dell’ombrello protettivo americano sulle rotte energetiche.
UNIFIL SOTTO TIRO IN LIBANO: RAZZO COLPISCE LA BASE ITALIANA DI SHAMA
La tensione lungo la “Linea Blu” ha raggiunto livelli critici. Un razzo ha colpito il quartier generale del contingente italiano di Unifil a Shama, nel settore ovest. Fortunatamente si registrano solo lievi danni alle infrastrutture e nessun ferito tra i nostri 1.300 militari, ma l’evento segue la tragica morte di tre caschi blu indonesiani avvenuta pochi giorni fa.
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto è in costante contatto con il comando del contingente. La situazione sul terreno è descritta come “pessima”: i militari italiani sono costretti ai bunker quotidianamente a causa degli oltre 400 lanci giornalieri tra Hezbollah e IDF. Mentre Parigi chiede la convocazione del Consiglio di Sicurezza ONU, cresce il dibattito sulla permanenza della missione: a giugno si deciderà se cambiare le regole d’ingaggio o procedere a una chiusura anticipata.
EPURAZIONI ALLA CASA BIANCA: TRUMP SILURA LA MINISTRA BONDI E “PULISCE” IL PENTAGONO
Non c’è pace all’interno dell’amministrazione Trump. Il Presidente ha licenziato la Ministra della Giustizia Pam Bondi, ufficialmente per la gestione fallimentare del “caso Epstein”, tornato prepotentemente alla ribalta delle cronache.
Contemporaneamente, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha rimosso il suo Capo di Stato Maggiore, segnale di una purga interna volta a eliminare ogni resistenza alla linea dura del Pentagono sull’Iran. Queste mosse confermano la volontà di Trump di circondarsi solo di fedelissimi assoluti in vista della fase finale del conflitto mediorientale, nonostante l’opposizione di una fetta crescente dell’opinione pubblica americana.