Lo Stato risponde con la massima durezza all’escalation criminale che negli ultimi mesi ha terrorizzato Palermo e la sua provincia. I Carabinieri del Comando provinciale hanno eseguito un maxi-blitz che ha portato al fermo di 24 persone, ritenute responsabili di una violenta scia di intimidazioni, estorsioni e sparatorie.
Poche ore dopo l’operazione, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è volata a Palermo per presiedere una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura. La premier ha annunciato un piano straordinario di presidio del territorio, aprendo esplicitamente al coinvolgimento dell’Esercito e a modifiche normative per l’operazione Strade Sicure.
L’escalation militare di Cosa Nostra: kalashnikov e racket della benzina
Il blitz scatta per stroncare un ritorno a metodi criminali che a Palermo non si vedevano da anni. La periferia nord-ovest della città e i comuni della fascia costiera — in particolare Isola delle Femmine, Capaci e Carini — erano finiti sotto il giogo di una violenta offensiva mafiosa.
LA STRATEGIA DEL TERRORE COMPRESA NEL BLITZ
├── RAFFICHE DI KALASHNIKOV: Utilizzate per regolare i conti sul territorio e imporre il controllo.
├── RACKET COMMERCIALE: Intimidazioni sistematiche a commercianti e imprenditori locali.
└── TANICHE DI BENZINA: Roghi dolosi per terrorizzare i cittadini e piegare le resistenze al pizzo.
Giorgia Meloni: «Chi pensa di portare Palermo indietro, chi pensa di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà di fronte a sé uno Stato determinato, che reagisce e che colpisce. Questo è il modo più serio che conosciamo di onorare la memoria di chi ha dato la vita per la libertà e per la legalità».
Piano straordinario per lo Zen: telecamere della Mobile e militari
Per blindare le zone calde, la premier ha chiesto al Comitato soluzioni operative immediate per attuare un presidio fisso e straordinario del territorio, partendo dai quartieri storicamente più a rischio come lo Zen.
Per farlo, il governo metterà in campo nuove risorse umane e tecnologiche:
- 90 agenti in più: Assegnati dal ministro dell’Interno Piantedosi, che si sommano agli 850 già inviati nell’area metropolitana dal 2025.
- 6 milioni di euro aggiuntivi: Fondi che si aggiungono ai 9 milioni già stanziati per Palermo e provincia, destinati ad assumere personale della polizia locale e finanziare progetti di sicurezza urbana.
- Videosorveglianza investigativa: Al via una sperimentazione con telecamere speciali posizionate nelle zone rosse, gestite direttamente dalla Squadra Mobile per prevenire e reprimere i reati in tempo reale.
Se le forze di polizia non dovessero bastare, la premier ha rotto gli indugi: «Non escludiamo il coinvolgimento dei militari e dell’Esercito in operazioni congiunte. Se necessario, siamo pronti a intervenire sulle norme che oggi disciplinano Strade Sicure per adattarle a questa emergenza».
Il bilancio: +60% di beni confiscati e 118 operazioni “Alto Impatto”
Durante il vertice con il Prefetto e i vertici delle forze dell’ordine, Meloni ha rivendicato i numeri della lotta alla criminalità organizzata sul territorio palermitano negli ultimi anni, evidenziando come l’aggressione ai patrimoni resti la via maestra:
| Indicatori di contrasto (Area Palermo) | Risultati e Numeri | Destinazione / Impiego |
| Beni Confiscati (Ultimi 4 anni) | +60% (128 immobili strappati ai clan) | Destinati prevalentemente all’emergenza abitativa delle famiglie fragili |
| Operazioni “Alto Impatto” (Dal 2023) | 118 blitz straordinari (comprese le stazioni) | Impiegati oltre 3.000 operatori delle Forze di polizia |
| Persone Controllate | 14.000 nei controlli ordinari / 45.000 nelle zone rosse | Allontanati numerosi soggetti pericolosi con precedenti |
«La criminalità organizzata cambia, investe nell’economia legale e sfrutta le nuove tecnologie», ha concluso la premier, sottolineando la necessità di far evolvere continuamente gli strumenti investigativi. «Il messaggio deve essere chiaro: lo Stato c’è, fa gioco di squadra e non lascia sole le persone perbene».