Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Roma in occasione della mobilitazione nazionale di solidarietà con il popolo palestinese, promossa dall’Unione Sindacale di Base (USB) e da diverse associazioni. Il corteo, che ha sfilato da Porta San Paolo fino a Piazza San Giovanni in Laterano, ha unito la causa palestinese alla protesta contro “l’economia di guerra” del Governo.
Lo striscione di testa ha sintetizzato la doppia protesta: “Contro la finanziaria di guerra e il governo Meloni. Palestina libera – Rompere con Israele”. La manifestazione ha acquisito risonanza internazionale grazie alla partecipazione di figure di spicco: l’attivista svedese per il clima Greta Thunberg, salita sul carro di testa insieme all’attivista brasiliano Thiago Avila., e Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU sui territori palestinesi occupati.

Arrivata in piazza San Giovanni, Greta Thunberg ha infiammato la folla con un attacco diretto al Governo italiano. Parlando in italiano, ha dichiarato: “Potrei dirvi quanta repulsione provi e quanto devastata io mi senta ogni volta che penso ai criminali di guerra al comando, incluso il vostro governo fascista… L’Italia è uno dei Paesi più complici in questo genocidio. Quindi voi avete la responsabilità di continuare a scendere in strada e boicottare: insieme blocchiamo tutto.”

La mobilitazione ha ribadito la contrarietà alle politiche di riarmo del Governo Meloni e dell’Unione Europea, accusando l’UE di aumentare di cinque volte i fondi per la difesa, risorse che vengono “sottratte a riconversione ecologica, economia di Pace, giustizia climatica e sociale”. Gli organizzatori hanno denunciato la “complicità dell’Italia con Israele” e chiesto l’immediato blocco delle forniture militari.

Diversi cartelli esposti ritraevano i volti della Premier Giorgia Meloni e dei Ministri Matteo Salvini, Antonio Tajani e Guido Crosetto, accompagnati dalla scritta “Complice di genocidio”.
Durante il corteo, nei pressi del Colosseo, un gruppo del movimento universitario “Cambiarerotta” ha compiuto atti dimostrativi. Al grido di “giù le mani dal Venezuela” e “Viva Maduro, viva Chávez”, i manifestanti hanno bruciato con un fumogeno una stampa della bandiera statunitense. È stato dato alle fiamme anche un manifesto che raffigurava il Ministro della Difesa Guido Crosetto, con lo slogan “non ci arruoliamo”, in riferimento alla sua recente proposta sulla leva volontaria.