La Legge di Bilancio continua ad essere al centro di un aspro confronto politico in Italia. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha respinto con forza le critiche mosse da ISTAT, Banca d’Italia e Corte dei Conti riguardo gli interventi sull’IRPEF, difendendo la manovra come un aiuto mirato al ceto medio.
In risposta agli attacchi che definiscono la manovra “per ricchi”, Giorgetti ha sollevato dubbi sulla definizione di “ricco” utilizzata dagli istituti, sostenendo che un lavoratore con 45-50 mila euro lordi all’anno (circa 2.000 euro netti al mese) non sia affatto benestante.
“Abbiamo cercato di aiutare non i ricchi ma il ceto medio e siamo stati massacrati… Noi pensiamo di essere nel giusto,” ha affermato Giorgetti, specificando che la logica degli interventi va valutata su un orizzonte pluriennale. Il Ministro ha ricordato che gli sforzi maggiori negli anni precedenti sono stati destinati ai redditi inferiori a 35.000 euro, mentre quest’anno l’attenzione si è spostata sulla fascia fino a 50.000 euro.
L’opposizione non ha tardato a replicare. Elly Schlein, leader del Partito Democratico, ha accusato il Governo di “fare propaganda” e di ignorare i dati ISTAT. Sulla scia delle polemiche, Schlein ha rilanciato il dibattito sulla redistribuzione delle ricchezze, invocando misure in tal senso.
In un clima di tensione crescente, il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha ribadito la linea del Governo, sostenendo che l’obiettivo è il taglio dell’IRPEF per il ceto medio-basso e che la stabilità dei conti è la priorità.
Oltre al fronte interno, Giorgetti ha spostato l’attenzione sul contesto europeo e globale, identificando il rischio di deindustrializzazione come il vero tema da affrontare in Europa.
Il Ministro ha puntato il dito sull’aggressività commerciale asiatica, in particolare della Cina, che starebbe reindirizzando i prodotti verso l’Europa, sfruttando pratiche come dumping e mancato rispetto delle normative sociali e ambientali. Giorgetti ha sottolineato che questa dinamica, unita alla crisi del modello tedesco (basato su energia russa a basso costo ed export in Cina), sta mettendo a rischio l’intera industria europea.
- Tassazione sull’Energia: Giorgetti si è detto pronto a battersi in sede Ecofin contro un ventilato aumento della tassazione sul gas, avvertendo che un tale intervento “sarebbe come mettere la pietra tombale sull’industria italiana a partire dal 2033”.
- Parità di Condizioni: Il Ministro ha richiamato l’Europa a garantire una parità di condizioni, criticando l’utilizzo massivo di sussidi pubblici da parte di Paesi come la Germania, mossa vietata dalle normative europee se non bilanciata tra gli Stati membri.
Infine, per rilanciare la crescita interna, Giorgetti ha espresso l’intenzione di migliorare gli interventi su ammortamenti e super ammortamenti in Parlamento, al fine di renderli pluriennali e fornire certezza alle imprese per gli investimenti. Ha anche lanciato un ulteriore appello alle banche affinché sostengano il mondo produttivo con il credito bancario tradizionale.