Un venerdì di alta tensione al Senato agita i palazzi della politica. Il governo è costretto a una brusca frenata sulla manovra economica dopo lo strappo della Lega. Il partito di Matteo Salvini ha infatti messo il veto sull’emendamento 4.1000, contestando le modifiche alle finestre previdenziali e le relative coperture.
Il risultato è uno “spacchettamento” d’urgenza: il governo ha deciso di stralciare gran parte del provvedimento. “Faranno salvo solo il PNRR e l’iperammortamento”, ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, cercando di mediare tra i partner di coalizione. Tutto il resto – dalla Zes alla Transizione 5.0 – finirà in un decreto legge ad hoc che il Consiglio dei Ministri approverà la prossima settimana.
Le opposizioni non hanno perso tempo e hanno attaccato duramente: “È Kramer contro Kramer, la maggioranza è in tilt”, è il commento che rimbalza tra i banchi della commissione Bilancio. Mentre la politica italiana litiga sulle coperture, da Francoforte arriva la conferma della BCE: i tassi restano fermi, in un’Eurozona che vede una crescita stimata dell’1,7% per il 2025.
L’architettura del nuovo emendamento governativo alla manovra cambia pelle in corso d’opera. Per superare lo stallo politico generato dalle divergenze interne alla maggioranza sul fronte pensioni, il governo ha optato per uno stralcio parziale.
Il nuovo testo, atteso per la notte, si concentrerà esclusivamente su due pilastri ritenuti urgenti e non rinviabili:
- PNRR: Le norme funzionali al raggiungimento degli obiettivi del piano.
- Iperammortamento: Il sostegno agli investimenti delle imprese per non frenare la crescita.
Tutte le altre partite aperte, incluse le norme sulla Zona Economica Speciale (ZES) e il pacchetto Transizione 5.0, usciranno dalla legge di bilancio per essere inserite in un nuovo decreto legge. Il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, ha confermato la linea: “L’iperammortamento resta, le altre cose vanno nel decreto”. La sfida ora è trovare nuove coperture finanziarie che soddisfino i requisiti della Lega senza sbilanciare i conti pubblici.
‘È gravissimo il colpo di mano tentato in sordina sulla manovra perché non si scherza sui sacrifici di una vita di chi ha lavorato. Sulle pensioni si consuma il più alto tradimento delle promesse elettorali del governo Meloni’. Così la segretaria del Pd Elly Schlein durante la conferenza stampa convocata al Senato sul tema pensioni. ‘La maggioranza si è rotta per le loro divisioni, ha tentato il colpo di mano ma siamo riusciti a fermarla’, ha concluso Schlein.