Comuni, Regioni e Province protestano in Senato: “Tagli per 460 milioni, mancano fondi per minori, disabili e scuole”. Domani chiude il ciclo di audizioni il Ministro Giorgetti.
La Legge di Bilancio in discussione accende le proteste degli Enti Locali, che al terzo giorno di audizioni congiunte delle Commissioni Bilancio di Camera e Senato a Palazzo Madama hanno sollevato forti criticità, denunciando la mancanza di risorse e il peso dei tagli pregressi.
Associazioni come Anci (Comuni), Conferenza delle Regioni, Upi (Province) e Uncem (Comunità Montane) hanno bocciato il testo, reclamando fondi strutturali per scuole, assistenza, dissesto idrogeologico e il superamento degli squilibri finanziari.
L’ANCI ha evidenziato come i Comuni debbano fronteggiare un “trascinamento dei tagli dalle finanziarie precedenti che quest’anno impatta per circa 460 milioni”. La richiesta principale è quella di poter trasformare parte di questi tagli in quote di accantonamento per spese di investimento, sbloccando così le possibilità di spesa.
L’associazione ha acceso un faro sull’emergenza sociale:
Assistenza Disabili: Il costo per l’assistenza agli studenti disabili ha superato i 600 milioni, a fronte di trasferimenti statali che si fermano a soli 170 milioni.
Minori: Si chiede la stabilizzazione delle risorse per l’assistenza ai minori affidati con sentenza e la certezza dei rimborsi per i minori stranieri non accompagnati (MSNA).
La Conferenza delle Regioni ha espresso “preoccupazione” sulle norme relative ai Livelli Essenziali di Prestazione (LEP). “Non si può pensare che i LEP possano essere garantiti coi contributi delle Regioni, li deve garantire il governo con fondi adeguati,” ha sostenuto il presidente del comitato Sanità Marco Alparone. Si chiede inoltre un Fondo per colmare l’impatto del taglio dell’Irpef sui bilanci regionali.
L’UPI (Province) ha definito il giudizio sulla Manovra “critico, perché elude le richieste” avanzate. Le Province chiedono con urgenza:
Interventi per sanare lo squilibrio finanziario di parte corrente, pari a oltre 920 milioni di euro.
Un fondo pluriennale da 1,5 miliardi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
Un piano di investimenti da 300 milioni annui per il monitoraggio e la sicurezza delle gallerie.
Anche l’UNCEM (Unione Comuni Comunità Enti Montani) ha chiesto che la Legge di Bilancio “escluda ogni taglio, di ogni genere, a carico di comuni, loro forme associative e le province”. Tra le richieste specifiche per le aree montane:
Aumento del Fondo nazionale per lo sviluppo delle montagne italiane da 200 milioni a 1 miliardo.
IVA al 4% su pellet e cippato di origine forestale, oggi al 22%.
Fondi per il dissesto idrogeologico e 40 milioni di euro per bloccare i tagli ai dirigenti scolastici.
Il ciclo di audizioni, uno dei più “affollati” con quasi 80 auditi tra associazioni, enti e istituti economici, si chiuderà domani. Sono attese le relazioni tecniche di Istat, Cnel, Banca d’Italia, Corte dei conti e l’Ufficio parlamentare di bilancio.
La chiusura è prevista per le ore 14.30 con l’audizione del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, chiamato a “tirare le fila” e a rispondere alle pressanti richieste di maggiori risorse avanzate dagli Enti Locali e dalle principali istituzioni economiche del Paese.