La prima convocazione dei sindacati a Palazzo Chigi per discutere la prossima Legge di Bilancio si è conclusa con un duro e frontale scontro con la CGIL. Al termine dell’incontro, il segretario generale, Maurizio Landini, ha bocciato senza appello le intenzioni del Governo, definendo la manovra una linea che “porta a sbattere questo Paese” e denunciando la mancanza di risposte su temi cruciali.
I nodi sul tavolo – pensioni, Irpef, contributo delle banche e lotta all’evasione – restano tutti irrisolti. Il vicepremier Antonio Tajani ha confermato che i leader di maggioranza dovranno incontrarsi di nuovo prima del Consiglio dei ministri di martedì prossimo, segno di una trattativa ancora lontana dalla chiusura.
Landini ha espresso un “giudizio ad oggi molto negativo”, trasformando l’incontro in un’aspra polemica a distanza con la premier Giorgia Meloni. La premier aveva accusato Landini di aver proclamato uno sciopero contro una manovra non ancora scritta.
“Non abbiamo avuto alcuna risposta sulle questioni che abbiamo posto”, ha incalzato Landini, il quale ha riferito di aver lasciato il tavolo con una provocazione diretta al Ministro dell’Economia, Giorgetti:

“Ho lasciato l’incontro chiedendo al ministro Giorgetti, visto che non ha detto una parola sul fisco, se in questo Paese gli unici coglioni che debbono continuare a pagare le tasse sono i dipendenti e i pensionati.”
Il leader CGIL ha inoltre accusato l’esecutivo di voler introdurre un nuovo condono fiscale, etichettandolo come “un’altra marchetta elettorale”, anziché intervenire efficacemente contro l’evasione. Per Landini, il fallimento del vertice rende la “grande mobilitazione” del prossimo 26 ottobre a Roma “ancora più motivata”.
Più costruttivo, ma egualmente esigente, l’approccio del segretario generale della UIL, Pierpaolo Bombardieri. “Il problema di questo Paese sono i bassi salari,” ha ribadito, chiedendo:
- La detassazione degli aumenti contrattuali (sia in corso di rinnovo che futuri).
- Lo spostamento immediato delle risorse previste per il 2027 per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego.
Bombardieri ha anche sottolineato la necessità di agire su energia, stabilità della contrattazione e un piano di politiche industriali triennale, punti, a suo dire, “condivisi anche con Confindustria”.
Di tono decisamente più morbido la segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, che ha definito l’incontro “positivo e importante”. Fumarola ha assicurato che il Governo ha assunto “diversi impegni coerenti con le nostre richieste”.
Sul fronte Irpef, la Cisl ha richiesto un taglio esteso fino a 60mila euro, e Fumarola ha riferito che il Ministro Giorgetti ha risposto che “ci possono essere dei margini perché si superi la soglia dei 50mila euro”. La Cisl si è detta contraria all’allungamento dell’età pensionabile e propone di intervenire sui salari attraverso la produttività e la contrattazione di secondo livello.
Sull’eventuale blocco di tre mesi dell’indicizzazione delle pensioni, il segretario generale dell’Ugl, Paolo Capone, ha chiarito: “Non ci sono state risposte certe, faranno delle valutazioni un po’ più approfondite”.