L’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate annuncia il suo movimento e sprona il campo largo a ritrovare il dialogo. Sferzante la controriposta del leader di Azione: «Tutti personaggi in cerca d’autore, è un déjà-vu».
ROMA — Il panorama politico italiano registra una nuova scossa al centro, con l’entrata in campo ufficiale dell’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Forte di una posizione che definisce «convintamente di centrosinistra», Ruffini ha dato appuntamento al prossimo 10 ottobre per il battesimo del suo nuovo movimento, Più Uno, fissando come obiettivo strategico la costruzione di un “nuovo Ulivo” capace di coordinare l’area progressista e sfidare apertamente il governo guidato da Giorgia Meloni.
Attraverso un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, il fondatore del neonato progetto ha sollecitato i leader delle opposizioni a fare sintesi senza cedere a tatticismi o ambizioni personali, criticando la decisione di rinviare a settembre i nodi decisivi e il dibattito sulle primarie.
IL GUANTO DI SFIDA A CALENDA
Nel delineare la rotta di Più Uno, Ruffini ha indirizzato un affondo mirato verso Carlo Calenda, pur premettendo la propria stima personale nei confronti del leader di Azione:
«Mi domando, vista la sua passione e le sue buone idee, che senso abbia rifugiarsi in un isolamento in cui condanna solo se stesso. Serve dialogare con chi la pensa diversamente e uscire da una comfort zone sterile.»
L’invito a rientrare nell’alveo dell’alleanza progressista è servito però ad accendere una polemica immediata tra i due leader.
LA REPLICA DI AZIONE: «SOLO PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE»
La risposta di Carlo Calenda non si è fatta attendere ed è arrivata con toni nettamente polemici. Il leader di Azione ha respinto la sollecitazione al mittente, derubricando l’iniziativa di Ruffini e le altre manovre dell’area a tentativi ripetitivi e privi di reale consistenza:
«Ruffini, Onorato, Renzi e tutti gli altri microsoggetti candidati a fare la stessa cosa senza nemmeno parlarsi, ovvero il finto centro di un campo largo dominato da Schlein e Conte: sembrano tutti personaggi in cerca d’autore. C’è chi vuole rifare l’Ulivo senza avere un partito e chi propone progetti civici orchestrati da Bettini. Questo è solo un già visto.»
Calenda ha ribadito la netta distinzione del proprio posizionamento, definendo il vero centro come «un luogo preciso fondato su pragmatismo, anti-estremismo, europeismo coerente e capacità di votare i provvedimenti giusti a prescindere da chi li presenta».
OBIETTIVO 10 OTTOBRE
Nonostante il fuoco incrociato, la tabella di marcia di Più Uno resta confermata. Ruffini punta a federare le forze che intendono costruire un’alternativa programmatica al centrodestra, ribadendo che l’obiettivo non può esaurirsi nella mera sconfitta elettorale della maggioranza, ma deve poggiarsi su una proposta di governo solida, coraggiosa e condivisa.