Non ha dubbi Marco Rizzo, l’ultimo dei comunisti. Anche se lui ripete più volte che di comunisti ce ne sono ancora molti, perché falce e martello fanno ancora tremare i poteri forti. E dice la sua sulla questione sanità, al centro del dibattito in questi drammatici giorni dell’emergenza coronavirus.
Marco Rizzo, vent’anni in Parlamento, sempre all’opposizione, sempre critico nei confronti del potere. Sulla sanità ha le idee chiare, e non le manda a dire, difendendo a spada tratta la sanità pubblica: “Ieri erano tutti contro – dice il segretario del partito comunista – Ne hanno parlato male per 30 anni, hanno tagliato risorse, chiuso ospedali, ridotti posti letto, non hanno assunto tenendo costantemente il personale sotto organico e costretto a turni massacranti, hanno favorito la sanità privata, con l’intramoenia e con le convenzioni”.
“L’hanno spolpata – prosegue Marco Rizzo – a favore di quella privata, oggi del tutto scomparsa davanti all’emergenza. In questo dramma è la sanità pubblica a garantire la sopravvivenza di tutti. Per questo tutti la lodano. Vorremmo però, per il dopo, che vi ricordiate tutto”.