Non è una “discesa in campo”, ma ne ha tutta la forza d’urto. Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, irrompe nel dibattito politico con una nota durissima inviata a Dagosopia in risposta a un articolo de Il Fatto Quotidiano, trasformando una smentita biografica in un manifesto di leadership che scuote Forza Italia e il panorama mediatico.
A scatenare l’ira della primogenita del Cavaliere è stato un ritratto firmato da Pino Corrias, che descriveva presunti preparativi per un impegno politico (dal dialogue coach alla postura). La replica di Marina è stata un affondo su più livelli: Marina ha accusato il giornalista di nutrire un “disprezzo per il genere femminile” definito “cavernicolo”, rispedendo al mittente i commenti su chirurgia estetica e toni di voce.
“Spiace vedere che Travaglio e la sua banda non abbiano altra ragion d’essere. Poverini, deve essere frustrante”. Ha rivendicato gli attacchi del quotidiano come prova della bontà del suo operato, utilizzando un linguaggio tipico della dialettica politica del padre.
Nonostante la smentita sulla candidatura, il gesto di Marina viene letto come un segnale di estrema vitalità politica, necessario per blindare il partito in un momento di forti fibriullazioni. Si riporta di un faccia a faccia acceso tra il Segretario e Giorgio Mulè, segno che le frizioni tra la maggioranza e la minoranza interna non si sono placate dopo il cambio dei capigruppo.
Alcuni dirigenti azzurri campani hanno chiesto lo stop ai congressi locali per mancanza di unità, temendo che le divisioni interne logorino il partito nei sondaggi. Mentre slitta alla prossima settimana il CdM che dovrebbe decidere il destino di Paolo Barelli (ipotesi viceministro).
Marina Berlusconi continua a negare ruoli elettivi, ma la sua difesa del “nome” e la sua capacità di dettare l’agenda politica di Forza Italia suggeriscono una leadership morale e strategica sempre più centrale. Per molti azzurri, Marina è la “player” che garantisce la sopravvivenza del partito, anche senza comparire sulle schede elettorali.