‘LASCIO MA RESTO A DISPOSIZIONE, NESSUN DISSIDIO CON SALVINI’
Roberto Maroni non si ricandidera’ per un nuovo mandato come governatore della Lombardia. Lo ha confermato lui stesso durante la riunione di Giunta, parlando di ‘motivi personali’. ‘Con l’autonomia che sara’ fatta entro le elezioni, possiamo concludere in bellezza e aprire una prospettiva straordinaria per la Lombardia’, ha dichiarato. ‘Non andro’ in pensione’ – ha detto -, ma ‘sono naturalmente a disposizione’. Nessun dissidio con Salvini. In pole position per la candidatura alla guida della Lombardia per il centrodestra c’e’ l’ex sindaco di Varese, il leghista Attilio Fontana.
Confermo che non mi ricandidero’. È una decisione autonoma e personale condivisa con Salvini e Berlusconi tempo fa, coi quali abbiamo convenuto di tenerla segreta fino al momento opportuno, che e’ arrivato”. Ecco la conferma del governatore lombardo Roberto Maroni sulla sua rinuncia al secondo mandato regionale, durante il dopogiunta a Palazzo Lombardia. Questa a detta di Maroni e’ “una valutazione personale per cui chiedo il rispetto. Con la politica ho una lunga storia d’amore lunga un quarto di secolo ricca di passione. Come tutte le storie d’amore quella tra me e la politica non finira’ mai, perche’ fa parte di me. Non ho pretese da fare e non ho bisogno di far carriera, io mi metto a disposizione”. La disponibilita’ del governatore lombardo e’ quella relativa a uno scenario nazionale: “Ho preoccupazione- dice- che Di Maio possa assumere un incarico di governo, Di Maio che Maroni considera “la Raggi al cubo”. Dunque “se dovesse andare al governo l’Italia potrebbe finire come Spelacchio”, ammette Maroni. Per quanto riguarda il proprio successore, ossia chi andra’ a sfidare il prossimo 4 marzo il candidato del centrosinistra a Palazzo Lombardia, Giorgio Gori, Maroni sottolinea che ieri c’e’ stato “un incontro ad Arcore dove e’ stato individuato il candidato, una persona che conosco bene e che sosterro'”.
“Voglio chiudere il mandato con la firma dell’accordo sull’autonomia”, sottolinea il governatore, che fa sapere la sua presenza questo pomeriggio a Roma “per concludere la fase uno della trattativa”, mentre “a meta’ gennaio al tavolo di Milano vorrei iniziare a parlare di risorse. Voglio che il prossimo Parlamento ratifichi l’accordo senza entrare piu’ nel merito e, io sono ottimista, che si possa firmare prima”. Infine, Maroni dribbla le voci di presunti screzi con il segretario leghista Matteo Salvini: “Tutte le decisioni del mio segretario le accetto e le condivido- spiega- e la mia decisione “non ha niente a che fare con dissidi con Salvini. Salvini premier e’ una candidatura che sostengo”, conclude.
Il candidato M5s lombardo, Dario Violi ha aggiunto che l’addio di Maroni certifica “il fallimento di 5 anni di amministrazione” con un passo indietro fatto “nella speranza di andare a Roma”. Secondo il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, pero’, Fontana e’ “assolutamente adatto a fare il presidente”. E Salvini e’ cosi’ convinto che l’ex sindaco possa vincere che in un tweet ha detto: “grazie a Roberto Maroni e alla sua squadra” augurando “buon lavoro al bravo Attilio Fontana per i prossimi 5 anni”. Fontana e’ stato indicato all’unanimita’ dal consiglio nazionale della Lega Lombarda, presenti anche Maroni e Umberto Bossi. Lui subito ha pensato alla coalizione, ma ancora oggi il capogruppo al Senato di Forza Italia Paolo Romani non escludeva la candidatura di Mariastella Gelmini: “Secondo me Maroni vuole cambiare mestiere. Non escludo che il candidato della Regione Lombardia possa provenire da Forza Italia. Maria Stella Gelmini per esempio sarebbe tranquillamente in grado”. Ma Fontana si e’ detto fiducioso: “Mi prendo 24 ore di tempo per incontrare gli alleati e sentire il loro parere. Ringrazio il movimento per la fiducia. Sono onorato e daro’ il massimo”.