Un Salone delle Feste insolitamente informale ha ospitato oggi il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la celebrazione dei 145 anni della SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori). Davanti a una platea composta dai più grandi nomi del cinema, della musica e dell’arte italiana, il Capo dello Stato ha reso omaggio al valore sociale ed economico della creatività, definendola il vero motore della coscienza nazionale.
L’elogio della cultura e la sfida dell’IA “Se il nostro Paese trova strumenti di speranza, di sostegno e anche di orgoglio, è grazie a quello che fate”, ha esordito Mattarella, sottolineando come la tutela del diritto d’autore sia oggi più che mai cruciale di fronte all’avvento dell’intelligenza artificiale. Il Presidente ha lodato il ruolo della SIAE nel proteggere il lavoro di 126.000 autori e oltre 30 milioni di opere, definendo il suo contributo “decisivo” per la vita civile ed economica dell’Italia.

Selfie, sorrisi e “voci fuori dal coro” L’incontro è stato segnato da momenti di grande calore e ironia. A rompere il protocollo ci ha pensato Diego Bianchi (Zoro), che in giacca e cravatta ha scherzato con il Presidente: “È rilassante non essere qui per consultazioni o giuramenti. Io mi diverto sempre molto… secondo me anche lei alla fine”. Una battuta che ha strappato una risata a Mattarella e a tutto il pubblico.
Non è mancato il tocco d’autore di Paolo Sorrentino, che ha sintetizzato il feeling tra il Quirinale e il mondo dell’arte con una riflessione tagliente: “Se il pianeta fosse abitato solo da lei e dagli artisti, Presidente, vivremmo gioiosi e pacifici, ma purtroppo ci sono anche gli altri”.


Una platea di stelle Tra i presenti, un vero e proprio who’s who della cultura italiana: dai maestri del cinema come Carlo Verdone, Marco Bellocchio e Giuseppe Tornatore, ai protagonisti della musica come Ligabue, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, fino alle nuove generazioni rappresentate da Madame e Anna Pepe.
Il Presidente della SIAE, Salvatore Nastasi, ha introdotto la giornata ribadendo l’impegno dell’associazione nel garantire che la dignità del lavoro creativo venga preservata in un mercato globale sempre più complesso. La cerimonia si è conclusa tra strette di mano e selfie, a testimonianza di un legame tra le istituzioni e il mondo della cultura che Mattarella ha voluto blindare con parole di profonda stima.
