Una standing ovation bipartisan ha accolto e salutato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell’Aula di Montecitorio, riunita in seduta solenne per celebrare gli 80 anni della prima storica seduta dell’Assemblea Costituente. In un discorso di 18 minuti – descritto dagli osservatori come una vera e propria lezione di storia e diritto prestata al Parlamento – il Capo dello Stato ha ripercorso le tappe che hanno condotto l’Italia dalla dittatura alla democrazia, lanciando un forte richiamo all’unità nazionale in quelli che ha definito “tempi difficili”.
L’evento è stato tuttavia segnato da un caso politico: i parlamentari di Futuro Nazionale (il movimento che fa capo all’eurodeputato Roberto Vannacci e a Gianni Alemanno) hanno disertato in blocco la cerimonia. La spiegazione ufficiale della delegazione parla della necessità di partecipare a un parallelo flashmob di protesta contro una presunta “censura” perpetrata dalla Rai nei loro confronti, ma l’assenza ha inevitabilmente suscitato polemiche nell’emiciclo.

L’omaggio ai martiri dell’antifascismo e il giudizio sulla storia
Nel suo intervento, Mattarella non ha concesso sconti revisionisti, separando nettamente “il grano dal loglio” di fronte al tribunale della storia e condannando l’inettitudine della monarchia sabauda e le macerie morali e materiali lasciate dal regime:
- I martiri della libertà: Il Presidente ha voluto elencare, tra gli applausi convinti dell’Aula, i nomi di coloro che pagarono con la vita l’opposizione al regime: Giacomo Matteotti, Piero Amendola, don Giovanni Minzoni, Antonio Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, definiti “martiri assassinati dal fascismo”.
- Il riscatto morale: Il Capo dello Stato ha reso omaggio ai partigiani, alla Brigata ebraica e ai tantissimi militari deportati che seppero “dire di no”. Grazie a quella rivolta morale – ha spiegato – l’Italia poté sedersi al tavolo della pace da nazione sconfitta militarmente, ma non “moralmente reietta” agli occhi delle grandi democrazie.
Sergio Mattarella: «La Costituzione fu una rivoluzione pacifica e un patto di fraternità per superare odio, delazioni e dittatura. La Repubblica è di tutti. I padri costituenti scrissero la Carta affinché, come diceva Giuseppe Saragat, il volto della Repubblica fosse un volto finalmente umano».

Il parallelismo geopolitico: «Gli aiuti USA e l’indipendenza italiana»
Il passaggio politicamente più denso e attuale ha riguardato la politica estera. Con un riferimento felpato ma chiarissimo al dibattito contemporaneo sui rapporti transatlantici e sulla sovranità nazionale, Mattarella ha ricordato le origini dell’alleanza tra Roma e Washington nel secondo dopoguerra.
Evocando la figura di Alcide De Gasperi, il Capo dello Stato ha ricordato come l’adesione all’architettura di sicurezza delle democrazie occidentali non abbia mai significato un mero allineamento passivo, bensì lo strumento cardine per fare dell’Italia un attore centrale e autonomo nella nascita dell’Unione Europea.