“Se c’è qualcosa che una democrazia non può permettersi – esordisce il presidente della Repubblica davanti all’assemblea di Confindustria – è di ispirare i propri comportamenti, quelli delle autorità, quelli dei cittadini, a sentimenti puramente congiunturali”. In platea ci sono Giorgia Meloni, molti ministri, la leader dem Elly Schlein e diversi parlamentari, sindaci e governatori. Mattarella cita le parole messe nero su bianco da Luigi Einaudi il 31 marzo del 1947 : ‘È necessario che gli italiani non credano di dover la salvezza a nessun altro fuorché se stessi’. “Oggi diremmo – aggiunge – a noi stessi e agli altri popoli coi quali abbiamo deciso di raccoglierci nell’Unione Europea”. E’ necessario “evitare fatui irenismi e credere, invece, nella forza delle istituzioni, nella solidità delle proprie imprese”, dice Mattarella.

Il Presidente della Repubblica parla del ruolo “essenziale” degli industriali, ma lancia anche un monito: “non è immaginabile una ‘Costituzione economica’ separabile dal resto della nostra Costituzione”. Quindi, l’attività di un’impresa “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
Poi il tema della sicurezza sul lavoro, con quell’elenco senza fine di vittime che “interpella, prima di ogni altra cosa, la coscienza di ciascuno”. Democrazia, scandisce Mattarella, “è rispetto delle regole, a partire da quelle sul lavoro”. Sarebbero “incomprensibili” per il Capo dello Stato le imprese “che – contro il loro interesse – non si curassero della salute” dei propri dipendenti.

E poi l’invito a “evadere dal dirigismo economico e dal protezionismo tipico delle esperienze autoritarie”. A non avere, dice citando il primo discorso da presidente Usa di Franklin Delano Roosevelt “paura della paura”. Mattarella infine saluta così la platea: “Abbiamo fiducia nel nostro Paese e nel suo futuro”, la via tracciata.
