ELEZIONI: MATTARELLA “SI APRE PAGINA BIANCA, SPERO AMPIA PARTECIPAZIONE”
Futuro e’ la parola chiave che Sergio Mattarella indica agli italiani nel discorso di fine anno. Dallo studio alla Vetrata al Quirinale, luogo istituzionale in cui si dipanera’ il dopo elezioni, il Capo dello Stato senza gravare di bilanci le sue parole si ritaglia un ruolo di arbitro, fa notare di aver portato il Paese al voto a scadenza naturale e quindi “fisiologica” e chiama ora al loro compito elettori e forze politiche. Gli elettori voteranno, si spera con una forte affluenza, secondo il diritto indicato dalla Costituzione.
I partiti faranno le loro proposte, si spera “realistiche e concrete” e tese a governare le novita’, per preparare un futuro sempre migliore all’Italia. Il Capo dello ( ricorda innanzitutto la Costituzione che domani compira’ 70 anni e che e’ la “casa comune” diceva Aldo Moro, la “cassetta degli attrezzi” che contiene i valori, i principi e le regole cui i cittadini, la politica e le istituzioni devono affrontare la vita di ogni giorno ma soprattutto affrontare le novita’. Il Presidente mette in guardia dalla trappola di un “eterno presente”: la democrazia deve invece vivere progettando il futuro in una stagione ricca di innovazioni ma anche di nuova attenzione per fenomeni nuovi e da guardare con attenzione come i cambiamenti climatici e le novita’ tecnologiche. La Costituzione ricorda che e’ il popolo il vertice della Repubblica, che si esprime con il voto. Ma poi la parola passa a partiti e Parlamento, che insieme scriveranno la “pagina bianca” che si apre dopo il voto. A loro, alla politica, tocca un compito impegnativo. Mattarella la chiama per la prima volta “missione” ed e’ quella di guidare i mutamenti, perche’ solo cosi’ la parola futuro non sara’ piu’ legata al sentimento di “incertezza e preoccupazione”. Come gia’ aveva fatto nel discorso alle Alte cariche istituzionali e politiche il 19 dicembre, il capo dello Stato chiede dunque ai partiti di avviarsi alla campagna elettorale avanzando “proposte realistiche e concrete”.Mattarella si sottrae al compito di formulare indicazioni: “non e’ mio compito” spiega. Fino alle elezioni dunque non partecipera’ in alcun modo al dibattito politico che si deve svolgere liberamente, eóò ha gia’ spiegato deve essere improntato al rispetto reciproco. Pur non dando indicazioni, per vestire sempre piu’ il ruolo di arbitro a maggior ragione fino alle elezioni, il Presidente non si sottrae a indicare un tema centrale, quello del lavoro. Esso “resta la prima, e la piu’ grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro”. Perche’ e’ un principio costituzionale e in ogni famiglia ce ne deve essere almeno uno.
Mattarella sottolinea che il 2017 ha portato effetti positivi (nel discorso alle alte cariche ha ricordato come l’impegno di questi dodici mesi ha portato benefici all’economia) ed ha prodotto una legge elettorale scritta dal Parlamento, dunque non frutto dalle sentenze incrociate. Il Capo dello Stato rivolge anche ai cittadini un appello al voto, che e’ un diritto. I giovani nati nel 1999 voteranno per la prima volta e il parallelo storico corre ai giovani del 1899 che un secolo fa furono invece chiamati a combattere nella grande guerra. E’ dunque bene non dimenticare che stiamo vivendo il “piu’ lungo periodo di pace” in Italia e, non a caso, in tutta Europa. Un’Europa citata solo una volta, pur essendo un tema che per il capo dello Stato e’ fondamentale. Ma intanto nel resto del mondo i conflitti non cessano e si cerca addirittura una anacronistica e pericolosa “corsa agli armamenti nucleari”. Poi il Capo dello Stato rassicura chi vive nelle zone colpite dal terremoto: ammette che c’e’ stata qualche lacuna nella ricostruzione, ma ricorda che il cratere ha toccato l’intera Italia centrale e assicura che l’impegno c’e’ stato e “prosegue”. Oltre ai drammi del 2017, da Rigopiano all’alluvione di Livorno al terremoto di Ischia, il Presidente ricorda gli italiani caduti nell’attentato di Barcellona e afferma che si deve “mantenere la massima vigilanza ( lotta al terrorismo”. Un compito che e’ stato svolto anche quest’anno da tutte le forze dell’ordine e che ha permesso all’Italia di non subire gravi attentati. Mattarella non si nasconde che alcuni studi parlano di un Paese “quasi preda del risentimento”. Ma guarda al bicchiere mezzo pieno: “conosco un Paese diverso, in larga misura generoso e solidale”. Un Paese in cui, accanto al volontariato e ad atti di vero eroismo, ci sono milioni di persone che compiono il loro lavoro, si impegnano “con tenacia e con coraggio”. Insomma, “i problemi che abbiamo davanti sono superabili” se ognuno, anche ai vertici istituzionali, compie la sua parte.
IL PUNTO – “Settant’anni fa, nello stesso momento, entrava in vigore la Costituzione della Repubblica, con il suo patrimonio, di valori, di principi, di regole, che costituiscono la nostra casa comune, secondo la definizione di uno dei padri costituenti. Su questi valori, principi e regole si fonda, e si svolge, la nostra vita democratica. Al suo vertice, si colloca la sovranita’ popolare che si esprime, anzitutto, nelle libere elezioni”. Cosi’ il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno agli italiani. “Come sapete ho firmato il decreto che conclude questa legislatura del Parlamento e, il 4 marzo prossimo, voteremo per eleggere le nuove Camere. E’ stato importante rispettare il ritmo, fisiologico, di cinque anni, previsto dalla Costituzione. Insieme ad altri esiti positivi, andremo a votare con una nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, omogenea per le due Camere. Le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca: a scriverla saranno gli elettori e, successivamente, i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese. Mi auguro un’ampia partecipazione al voto e che nessuno rinunzi al diritto di concorrere a decidere le sorti del nostro Paese. Ho fiducia nella partecipazione dei giovani nati nel 1999 che voteranno per la prima volta”.