La crisi bellica in Medio Oriente registra un’ulteriore impennata di tensione su molteplici fronti: dalla Casa Bianca al Golfo Persico, fino alla Cisgiordania.
Mentre il Wall Street Journal rivela la forte insofferenza del Presidente Donald Trump per lo stallo nel conflitto con l’Iran, gli attacchi incrociati e i raid missilistici continuano a colpire postazioni militari e civili in Iraq, Giordania e Iran. Parallelamente, l’Unione Europea inasprisce le sanzioni contro Teheran.
1. Dalla Casa Bianca al fronte: Trump e l’escalation con l’Iran
Un’inchiesta del Wall Street Journal mette in luce il radicale cambio di passo dell’amministrazione statunitense sulla gestione del conflitto iraniano:
- Insofferenza e “modalità vendetta”: Secondo fonti della Casa Bianca, Donald Trump starebbe perdendo la pazienza per l’assenza di una via d’uscita diplomatica dalla guerra con l’Iran. Giudicando i negoziati infruttuosi, il Presidente americano reputa che la forza militare sia l’unico canale d’interazione con Teheran, collocandosi in una vera e propria “modalità di vendetta”.
- Vertice con Netanyahu: In questo scenario, martedì a Washington si terrà un incontro tra il Premier israeliano Benjamin Netanyahu e Donald Trump, a margine dei funerali del defunto senatore repubblicano Lindsey Graham.
- Il bilancio del Pentagono: Il Dipartimento della Difesa USA si trova al centro di polemiche per aver rettificato al ribasso da 18 a 14 il conteggio dei militari americani uccisi durante il conflitto, escludendo dall’elenco quattro soldati caduti dopo la dichiarazione del cessate il fuoco di aprile, poi crollato.
2. Attacchi militari tra Iraq, Giordania e territorio iraniano
La mappa delle incursioni aeree e dei raid missilistici si allarga a diversi Paesi della regione:
- Iraq (Erbil): Intercettati e abbattuti dalle forze a guida USA 5 droni esplosivi diretti contro una base militare nei pressi dell’aeroporto di Erbil, dove sono di stanza consiglieri militari americani. Udite almeno 7 esplosioni con colonne di fumo.
- Giordania: L’IRGC (Guardiani della Rivoluzione Islamica) ha annunciato di aver colpito una base statunitense in Giordania, dichiarando la distruzione dei sistemi di difesa Thaad e Patriot, di un radar C-RAM e di depositi di carburante ed equipaggiamenti per elicotteri.
- Iran (Ahvaz e altre province): I media statali di Teheran riferiscono di un attacco missilistico americano alla periferia di Ahvaz (4 morti e 5 feriti), oltre a esplosioni ed evacuazioni segnalate nelle province di Lorestan e nel porto strategico di Bandar Abbas.
3. L’Unione Europea vara nuove sanzioni contro Teheran
Sul fronte diplomatico, il Consiglio dell’UE ha approvato nuove misure restrittive nei confronti di 6 individui responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran:
- Cinque giudici dei Tribunali Rivoluzionari: Sanzionati per aver comminato condanne a morte, fustigazioni e detenzioni a dissidenti e attivisti, tra cui il Premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, nel contesto della repressione dei movimenti di protesta Donna, Vita, Libertà.
- Nima Salehi (Cyber-attacchi): Sanzionato il fondatore del gruppo informatico Ashiyane, legato alle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), responsabile di attacchi cibernetici contro le opposizioni e istituzioni estere.
- Totale misure: I soggetti iraniani colpiti da congelamento dei beni e divieto di viaggio nell’UE salgono così a 269 individui e 53 entità.
4. Cisgiordania: scontro a fuoco a Nablus e arresti in ospedale
Un grave episodio di violenza ha interessato la Cisgiordania occupata:
- La sparatoria a Nablus: Nei pressi dell’insediamento di Havat Gilad, un scontro a fuoco ha provocato la morte di 4 palestinesi e 1 cittadino israeliano, con diversi feriti evacuati in elicottero.
- L’incursione dell’IDF: In seguito all’attacco, le forze militari israeliane hanno cinturato l’area e fatto ingresso all’interno dell’ospedale di Nablus, eseguendo arresti tra i sospettati del blitz.