Il conflitto in Medio Oriente assume i contorni di uno scontro globale. Secondo una rivelazione del Washington Post, che cita tre funzionari dell’intelligence americana, la Russia starebbe fornendo all’Iran dati sensibili e coordinate geografiche per agevolare attacchi mirati contro le forze statunitensi nella regione.
L’assistenza russa non sarebbe solo politica, ma operativa: Mosca starebbe consegnando a Teheran la posizione esatta di navi da guerra e velivoli americani. Un supporto che gli analisti definiscono una “rivincita” del Cremlino per l’aiuto militare fornito dagli Stati Uniti all’Ucraina. “I russi sono consapevoli del nostro sostegno a Kiev e sono ben lieti di cercare vendetta”, ha dichiarato una delle fonti governative a conoscenza del dossier.
L’efficacia della strategia iraniana, che negli ultimi giorni ha mostrato una precisione insolita nel colpire i radar di allerta rapida e i centri di comando e controllo, sarebbe dunque il risultato di questa triangolazione tecnologica.
Da Mosca, il portavoce Dmitry Peskov ha scelto la linea della prudenza, evitando di smentire direttamente le accuse: “Siamo in dialogo con la leadership iraniana e continueremo a farlo, non c’è altro da aggiungere”. Parole che arrivano poco dopo quelle dell’ambasciatore iraniano Kazem Jalali, il quale ha ammesso consultazioni permanenti con i “paesi amici”.
Intanto, l’escalation bellica sta paralizzando il commercio mondiale. Il colosso navale Maersk ha annunciato la sospensione di tutte le rotte nel Golfo, citando l’insostenibilità dei rischi per la sicurezza. La tensione è altissima anche sul campo: attacchi di droni hanno preso di mira l’aeroporto e i giacimenti petroliferi di Bassora, mentre Teheran denuncia un raid israelo-americano contro una scuola elementare della capitale.
Mentre il presidente iraniano Pezeshkian avverte su X che le proposte di mediazione internazionale arrivano in ritardo e da attori che “hanno innescato il conflitto”, l’intelligence USA nota una distinzione tra gli alleati di Teheran: se Mosca è parte attiva nel supporto tattico, la Cina sembrerebbe al momento restare ai margini della cooperazione militare difensiva, limitandosi a un sostegno politico.
La sofistica degli ultimi attacchi iraniani, capaci in alcuni casi di saturare le difese aeree americane, conferma che la qualità dello scontro è mutata. Con il coinvolgimento diretto dell’intelligence russa, la crisi del Golfo rischia di trasformarsi definitivamente in un fronte aperto tra le grandi potenze nucleari.