Il dialogo tra Washington e Teheran scivola verso il baratro, lasciando il cessate il fuoco “appeso a un filo”. Dopo il reciproco rifiuto dei piani di pace, il presidente Donald Trump ha usato toni durissimi, definendo la tregua attuale “debolissima” e con appena “l’1% di possibilità di reggere”.
Il tycoon, pur non chiudendo del tutto la porta alla diplomazia, ha minacciato di riattivare la controversa operazione Project Freedom per scortare militarmente le navi nello Stretto di Hormuz. Per mitigare l’impatto interno del conflitto, Trump ha inoltre annunciato la sospensione delle tasse federali sulla benzina, una mossa drastica per contrastare l’impennata del caro energia.
Dal canto suo, l’Iran resta fermo sulle proprie posizioni: il presidente Pezeshkian si dice pronto al negoziato ma solo da una “posizione di dignità”, ribadendo le richieste di riparazioni di guerra e la piena sovranità su Hormuz. Gli occhi del mondo sono ora puntati sul prossimo incontro a Pechino tra Trump e Xi Jinping, considerato l’ultima vera sponda per evitare l’escalation totale.
Mentre l’asse Washington-Teheran trema, l’Unione Europea segna un punto di svolta. A Bruxelles, i 27 ministri degli Esteri hanno raggiunto l’accordo per sanzionare i coloni israeliani responsabili di violenze in Cisgiordania. L’intesa è stata possibile grazie al superamento del veto dell’Ungheria.
“Un importante passo avanti”, lo ha definito il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. Non è passata, invece, la linea più dura che prevedeva dazi sui prodotti provenienti dagli insediamenti, una misura che avrebbe colpito direttamente l’economia dei territori occupati.
La reazione di Gerusalemme non si è fatta attendere. Il governo israeliano ha bollato le sanzioni europee come un “oltraggio”, accusando l’Ue di voler “imporre opinioni politiche” attraverso strumenti coercitivi. La tensione tra Israele e Bruxelles tocca così un nuovo minimo storico, proprio mentre il premier Netanyahu convoca un vertice di sicurezza d’urgenza per valutare le prossime mosse sul fronte libanese e iraniano.