La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è a Kiev in Ucraina. “Siamo qui per ribadire la posizione del Governo. E’ un onore per me essere qui”, ha detto agli interlocutori. “Credo che fosse giusto e necessario esserci per ribadire la posizione del governo italiano e per rendersi conto anche personalmente di quel che serve a un popolo che si batte per la sua libertà oltre a portare la solidarietà e la presenza è sempre diverso vederlo con i propri occhi” e questo “penso che possa aiutare anche gli italiani a capire meglio”.
“L’Italia non intende tentennare e non lo farà. Darà ogni possibile assistenza perché si creino le condizioni di un negoziato, ma fino ad allora darà ogni genere di supporto militare, finanziario, civile”, dice Meloni in conferenza stampa con Zelensky. “L’Italia – ha annunciato – lavora ad una conferenza sulla ricostruzione da tenersi in aprile”.
La presidente del Consiglio ha visitato Bucha, città diventata simbolo dell’invasione russa in Ucraina. Qui, nei primi giorni di marzo del 2022, i russi che cercavano di raggiungere Kiev uccisero circa 400 persone. A Bucha la prima tappa è stata la chiesa ortodossa di Sant’Andrea. Meloni ha deposto una corona di fiori per le vittime delle fosse comuni e ha visitato la chiesa dove c’è un’esposizione fotografica sulla guerra. Subito dopo Meloni si è recata a Irpin, dove è stata accolta dal sindaco Oleh Bondar, per una visita della città e dei luoghi più colpiti dalle bombe. Meloni ha consegnato materiali civili di aiuto, in particolare due generatori elettrici (parte di un lotto di 52 donati dal governo italiano, con una spesa di 666 mila euro), a supporto di strutture strategiche. Sul posto anche due dei 45 mezzi Iveco donati dalla Protezione civile italiana all’Ucraina. “C’e’ differenza tra leggere dei numeri e vedere invece a caldo la vita della gente distrutta senza che ci sia una ragione”, ha detto il presidente del Consiglio nel corso della sua visita ad Irpin.

“Qua non è in gioco la teoria o numeri astratti ma la vita e la morte della persone, è impossibile girarsi dall’altra parte e sarebbe molto stupido farlo perché gli interessi dell’ucraina coincidono con quelli dell’Europa”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in conferenza stampa a Kiev. “Quando c’è un aggredito tutte le armi sono difensive. Al momento non c’è sul tavolo l’invio di aerei, è una decisione da prendere con i partner internazionali. Ci siamo concentrati su sistemi di difesa antiaerea, Samp-T, Spada, Skyguard. La priorità è difendere infrastrutture e cittadini”, ha aggiunto. “‘L’Italia non intende tentennare e non lo farà – ha detto la premier- Siamo a quasi un anno dal giorno che ha portato indietro le lancette della storia di qualche decennio, l’invasione del 24 febbraio doveva durare qualche giorno ma non è andata come si aspettava perché è stata sottovalutata l’eroica reazione di un popolo disposto a tutto. Mi ha ricordato la nascita dello Stato italiano”.

“Non so se quello di Putin era un avvertimento ma il tempo del Covid era un altro mondo. Il mondo è cambiato dopo il 24 febbraio e non è una scelta che abbiamo fatto noi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rispondendo a chi le chiedeva un commento su quanto detto dal presidente russo a proposito del fatto che Mosca aveva aiutato l’Italia sul covid.
“Abbiamo discusso nuovi passi per le nuove sanzioni contro la Russia, che devono rafforzarsi finché continua l’aggressione. Abbiamo pensato a come concretamente l’Italia può contribuire alla realizzazione della pace, ma lo stato terrorismo finora non riconosce la necessità di fermare la guerra, perché reagisce con altri attacchi. Ciò non vuol dire che la pace sia impossibile”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa con Giorgia Meloni.

Giorgia Meloni era stata a Varsavia per un bilaterale col premier Mateusz Morawiecki, prima di essere ricevuta dal presidente polacco Andrzej Duda. Con la Polonia “abbiamo una idea molto simile e compatibile di quello che deve essere l’Unione europea: noi vogliamo una Europa che sia un gigante politico e non un gigante burocratico e per quell’Europa lavoriamo”, ha detto la presidente del Consiglio, durante la conferenza stampa congiunta con il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki. “Lavoriamo per una Europa in cui viga il principio di sussidiarieta’ – ha aggiunto Meloni – non faccia Bruxelles quello che puo’ meglio fare l’Italia o la Polonia ma faccia quello che Roma o Varsavia non possono fare da sole”.
Poi un colloquio telefonico con il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden. I due leader hanno discusso del loro stretto coordinamento in corso sul sostegno all’Ucraina, compresa l’assistenza in materia di sicurezza, economica e umanitaria.