In un’ampia intervista la premier traccia il bilancio di metà legislatura: deficit dal 3,1% al traguardo dell’uscita dalla procedura d’infrazione UE. Avviso al risiko bancario su MPS e linea dura sul fronte migranti dopo la crisi di Ceuta.
Un quadro di stabilità politica che ha permesso all’Italia di navigare nella «più difficile congiuntura degli ultimi decenni» e di presentarsi all’appuntamento con i mercati con un’economia in tenuta. È il messaggio centrale lanciato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’ampia intervista rilasciata al direttore di Milano Finanza, Roberto Sommella.
La premier ha difeso i risultati economici conseguiti dal suo esecutivo, ricordando lo scenario trovato al momento dell’insediamento:
«Quando ci siamo insediati i titoli di Stato erano a un passo dal livello “spazzatura” e lo spread toccava quota 240 punti. Oggi il quadro è profondamente diverso. I dati del 2026 mostrano un +1% nel secondo trimestre su base annua e una crescita acquisita dello 0,8%. Deficit/Pil sceso dall’8,1% al 3,1%: l’uscita dalla procedura d’infrazione europea è un obiettivo ampiamente alla nostra portata.»
FISCO E CONTI: «21 MILIARDI AGLI ITALIANI. SUL SUPERBONUS UN DISASTRO DA 174 MILIARDI»
Sul fronte fiscale, Meloni rivendica l’impatto delle misure per il ceto medio e i redditi medio-bassi, quantificando in 21 miliardi di euro all’anno il beneficio complessivo derivante dalla combinazione tra taglio del cuneo fiscale (reso strutturale fino a 40mila euro) e la riforma delle aliquote Irpef. Tra le novità in cantiere figura anche l’ipotesi di estendere a tutto il territorio nazionale le semplificazioni amministrative previste dalla ZES Unica per gli investimenti sopra una certa soglia.
Non manca un duro attacco alle precedenti gestioni sulla gestione dei conti pubblici, in particolare per la misura del Superbonus 110%:
«Finiremo di pagarlo solo nel 2027 per un totale di 174 miliardi, quattro volte l’importo preventivato. Un disastro firmato Pd-M5S che ha sottratto risorse a scuola, sanità e infrastrutture. Dal prossimo anno questo fardello da 40 miliardi annui non graverà più sul bilancio dello Stato.»
ENERGIA E NUCLEARE: 14 MILIARDI UE E ACCELERAZIONE SUL NUOVO ATOMO
Per fronteggiare le tensioni sui prezzi energetici innescate dalle crisi internazionali, l’esecutivo intende impiegare 14 miliardi di euro aggiuntivi messi a disposizione dall’Unione Europea per il prossimo biennio. I fondi saranno destinati ad alleviare le bollette di famiglie vulnerabili, imprese e Pubblica Amministrazione, sostenendo al contempo l’acquisto di tecnologia prodotta in Italia ed Europa.
Sullo sfondo resta la battaglia in sede europea per la revisione del sistema dei permessi di emissione ETS, giudicato dalla premier «insufficiente e punitivo per l’industria europea». Parallelamente, il governo accelera sul nucleare di nuova generazione: con la legge delega passata alla Camera e in attesa del Senato, il Viminale e i ministeri competenti stanno già redigendo i decreti attuativi per ridurre i costi energetici nel medio-lungo periodo.
RISIKO BANCARIO: «GOVERNO NEUTRO, MA MPS NON VA SMEMBRATA»
In merito alle manovre di consolidamento che interessano il settore creditizio, Meloni ha ribadito la neutralità dell’esecutivo, lanciando però un chiaro monito sul futuro del Monte dei Paschi di Siena:
«Non siamo parte attiva nelle attuali dinamiche di mercato. Abbiamo ereditato una MPS agonizzante e l’abbiamo riportata in salute: oggi è un pezzo pregiato. L’auspicio è che il mercato esprima un sistema più solido e concorrenziale, ma che MPS non finisca smembrata, perdendo il proprio nome e la propria secolare identità.»
MIGRANTI E SCHENGEN: «PROTEGGERE LE FRONTIERE ESTERNE»
Infine, un passaggio dedicato all’emergenza migratoria e alle tensioni alla frontiera dopo gli eventi di Ceuta: Meloni ha sottolineato come la “stragrande maggioranza” dei Paesi partner condivida ormai la linea italiana sulla priorità assoluta di blindare i confini esterni dell’Unione Europea per garantire la tenuta dello spazio Schengen. La premier ha confermato l’intenzione di proseguire sulla linea tracciata con il Regolamento rimpatri e la sperimentazione degli hub di gestione e accoglienza in Paesi terzi.