In missione ufficiale a Praga, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione per le recenti decisioni adottate dai principali colossi energetici (da Eni con Plenitude a IP e Q8) per contenere le bollette e i carburanti, rivolgendo un appello generale affinché “chi può dia una mano”. La visita nella capitale ceca è servita anche per rinsaldare un intesa con il Primo Ministro Andrej Babiš in vista del prossimo Consiglio Europeo.
Nel frattempo, a Roma si consuma uno scontro politico sul caso Regeni: la Premier ha difeso la scelta di mantenere aperti i canali diplomatici con l’Egitto, mentre le opposizioni hanno attaccato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani.
L’asse Italia-Cechia: revisione degli ETS e cooperazione sul nucleare
Il vertice bilaterale di Praga ha formalizzato una strategia comune su energia e transizione industriale:
- Contenimento dei costi della CO2: Italia e Repubblica Ceca presenteranno a Bruxelles proposte congiunte per modificare il sistema ETS (Emission Trading System). Tra le misure: l’uso della riserva di stabilità per frenare i rincari del carbonio, maggiore flessibilità per i settori energivori (acciaio, ceramica, cemento), un monitoraggio più stringente contro le speculazioni e il rinvio dell’entrata in vigore dell’ETS2 (prevista per il 2028 per edilizia e trasporti).
- Nucleare e reattori SMR: Firmato il Piano d’Azione 2026-2030 che individua nel nucleare un settore chiave di cooperazione, puntando sui piccoli reattori modulari (SMR).
- Bilancio UE e governance: Meloni e Babiš hanno ribadito il no a tagli alla Politica Agricola Comune e ai fondi di coesione nel nuovo Piano finanziario pluriennale UE, proponendo tagli alle spese di funzionamento burocratico di Bruxelles.
Manovra finanziaria e clausola energia-difesa
A margine del vertice, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato le interlocuzioni alla Camera per la risoluzione in Commissione Bilancio in vista della presentazione del Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP):
- Il Governo valuta di attivare la clausola di flessibilità concessa da Bruxelles per far fronte alle spese straordinarie su rincari energetici e spese della difesa.
Caso Regeni: Meloni difende la diplomazia, Tajani sotto attacco
A 24 ore dalla sentenza della Corte d’Assise di Roma che ha condannato tre 007 egiziani per il sequestro ma cadere l’accusa di omicidio, Giorgia Meloni è intervenuta sul tema:
“Rinnovo la vicinanza alla famiglia Regeni. Il Governo è parte civile e determinato a cercare la verità. Ma in presenza di una sentenza non ancora definitiva, ho il dubbio che chiudendo i canali diplomatici col Cairo ci si allontani dagli obiettivi anziché avvicinarsi.”
Le dichiarazioni precedenti del Ministro degli Esteri Antonio Tajani (“Sono state condannate tre persone, non l’Egitto”) continuano a sollevare polemiche:
- Elly Schlein (PD): “Tajani si risparmi i toni da assoluzione d’ufficio. Nessuno può più negare la responsabilità del regime di Al-Sisi.”
- AVS e M5S: Hanno accusato il Governo di “negazionismo e sottomissione geopolitica”, chiedendo al Ministro di riferire in Aula o dimettersi.
- La replica di Tajani: “Ho solo fotografato il dispositivo della sentenza. L’azione diplomatica discreta e costante vale più del clamore e ha già consentito di riportare a casa Patrick Zaki.”