La crisi in Medio Oriente ha infiammato il question time alla Camera, con la premier Giorgia Meloni che ha criticato le recenti mosse di Israele nella Striscia di Gaza, scatenando un duro confronto con l’opposizione, in particolare con Giuseppe Conte e Elly Schlein. Che attacca sulla sanità: ‘Decreti fuffa, gli italiani non sono fessi’.
Tra i banchi del governo mancano entrambi i vicepremier. Antonio Tajani è in missione ad Antalya per la riunione informale dei ministri degli Esteri della Nato, mentre Matteo Salvini è andato al Foro Italico per gli Internazionali di tennis e poi a palazzo Brancaccio per l’evento della comunità romena in Italia, con la partecipazione di George Simion, leader di Aur, candidato alle elezioni presidenziali in Romania.
Meloni, pur ribadendo il sostegno al diritto di Israele a difendersi, ha definito “drammatica e ingiustificabile” la situazione umanitaria a Gaza, prendendo per la prima volta una posizione critica sulle “recenti proposte del governo israeliano”. “Non abbiamo condiviso diverse scelte, non condividiamo le recenti proposte del governo israeliano e non abbiamo mancato di dirlo ai nostri interlocutori”, ha detto la premier. Tuttavia, ha escluso il richiamo dell’ambasciatore italiano, optando per sostenere un piano di ricostruzione proposto dai paesi arabi.

La risposta non ha placato le opposizioni. Conte, leader del M5S, ha invitato l’aula a un minuto di silenzio per condannare la “strage” a Gaza, un gesto ignorato dalla maggioranza. Il confronto si è poi spostato sul piano di riarmo europeo, con Meloni che ha accusato Conte di “travolgente passione antimilitarista” post-governo, mentre il leader M5S ha denunciato un cambio di rotta della premier.
La seduta è stata segnata anche da un episodio singolare: Riccardo Magi (+Europa) ha fatto un blitz travestito da fantasma, rievocando una protesta di Marco Pannella, per sollevare il tema dei prossimi referendum, venendo poi espulso dall’aula. Meloni ha commentato l’iniziativa con una stoccata sui referendum promossi dalle opposizioni.
Lo scontro finale ha visto protagoniste Meloni e Schlein (PD) sul tema della sanità. La premier ha accusato Schlein di “mentire per fare propaganda”, mentre la segretaria dem ha ribattuto, imputando al governo “fallimenti” e “responsabilità”. Alla domanda sulle iniziative del governo per affrontare la grave situazione del Servizio Sanitario Nazionale, Meloni attacca: “Collega Schlein, io penso che sia sempre un po’ complesso confrontarsi con qualcuno che per fare propaganda è costretto a mentire. Noi vogliamo scrivere il nuovo Piano sanitario nazionale e speriamo che su questo almeno ci vogliate dare una mano, invece di fare le macumbe perché le cose vadano male e magari potete risalire nei sondaggi”. Poi replica la segretaria del Pd Schlein: “I fallimenti sono sempre colpa di qualcun altro, esca dal suo mondo fantastico. Non ci sono scuse. I decreti del governo sono fuffa. Dopo tre anni le responsabilità sono sue e gli italiani non sono fessi e lo vedono”.