A margine della chiusura del vertice NATO, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto una conferenza stampa per fare il punto sulla posizione italiana. Il messaggio centrale della premier descrive un’Alleanza «unita, consapevole delle sfide e determinata a rafforzarsi», ma rivendica per l’Italia piena autonomia nei tempi e nei modi di gestione delle proprie risorse.
Spese per la difesa: Italia al 2,8% del PIL. «Ridicolo dire che chiudiamo ospedali per i carri armati»
La premier ha esposto i dati macroeconomici relativi agli impegni finanziari italiani per la sicurezza, evidenziando una crescita netta ma sottolineando la necessità di un equilibrio sociale:
- La quota italiana: L’Italia si è presentata ad Ankara con il 2,8% del proprio PIL investito in difesa e sicurezza, segnando un incremento dello 0,71% rispetto all’anno precedente.
- Autonomia strategica: «Vogliamo rispettare gli impegni ma vogliamo farlo in modo sostenibile: stabilendo noi tempi, modi e priorità in base alle nostre possibilità», ha chiarito Meloni.
- La polemica interna: Rispondendo alle critiche delle opposizioni sulla sanità, la premier ha usato toni netti:
Giorgia Meloni: «L’accusa strumentale di un’Italia che chiude gli ospedali per comprare i carri armati è ridicola. Togliere risorse ad altri capitoli ugualmente importanti per me è un limite invalicabile. Il prossimo anno faremo sforzi per migliorare ancora, ma non andremo oltre gli impegni adeguati a questo tempo».
Crisi Iran: «Nessuna partecipazione agli attacchi»
Sul delicatissimo fronte mediorientale e sull’uso delle basi statunitensi in Italia, la linea del governo rimane di assoluta cautela e non-intervento diretto:
- Uso delle basi: Meloni ha confermato il rispetto degli impegni internazionali ma ha ribadito il divieto di usare il suolo italiano per azioni offensive contro Teheran: «Abbiamo detto che non avremmo partecipato agli attacchi all’Iran, non stiamo partecipando e non parteciperemo».
- Spinta diplomatica: La premier si è detta «molto preoccupata» per un potenziale contagio della crisi ad altri quadranti regionali, aggiungendo di «non perdere la speranza sulla possibilità di un negoziato».
Asse con gli USA e il “caso Trump”
Sollecitata dai giornalisti in merito ai rapporti con il presidente statunitense Donald Trump e a un suo recente post social, Meloni ha blindato la sua linea geopolitica:
- Nessun rimpianto: «Sul post di Trump non torno. Per l’investimento politico non mi pento di nulla. Ho lavorato per l’unità dell’Occidente a 360° con tutti gli interlocutori, non è una strategia nata con Trump, anche se con lui ci sono evidenti affinità su alcuni temi».
- Sovranità europea: La premier ha rilanciato l’idea di un pilastro europeo forte: «È tempo che l’Europa garantisca la propria sicurezza da sola, non per fare un favore a qualcuno, ma per una questione di sovranità, per non dipendere da nessuno».
Ucraina: Tajani a Parigi per la “Coalizione dei Volenterosi”
Meloni ha infine smentito categoricamente qualsiasi ipotesi di disimpegno italiano sul fronte ucraino, giustificando la sua assenza al prossimo vertice francese con la fitta agenda di politica interna:
Giorgia Meloni: «Lunedì a Parigi per la coalizione dei volenterosi ci sarà il ministro Tajani, e martedì il Presidente Mattarella sarà presente per la festa nazionale francese. Io passo: sono al sesto vertice in tre settimane e mezzo. Potete scrivere ciò che volete sull’isolamento, ma non posso permettermi un disimpegno sull’Italia avendo molti dossier in patria. Saremo ottimamente rappresentati».