Confermato il trend positivo con 123mila immatricolazioni nel mese e il superamento del milione nei primi 7 mesi. Terminato l’effetto degli incentivi di giugno, le elettriche calano al 5,8%. Avanza l’offensiva dei costruttori cinesi (BYD +127%).
I numeri del mercato e il crollo post-incentivi per le EV
Il mercato automobilistico italiano chiude il mese di luglio 2026 con un segnale di tenuta:
- Luglio 2026: 123.184 immatricolazioni (+3,9% rispetto a luglio 2025).
- Totale Gennaio-Luglio: 1.060.175 vetture (+8,9% sullo stesso periodo del 2025).
- La frenata delle elettriche (BEV): Dopo il picco del 10,1% registrato a giugno – guidato dal click-day degli incentivi pubblici – la quota di auto full electric si è attestata al 5,8%. Federauto e ANFIA ribadiscono che l’interesse dei consumatori per l’elettrico puro rimane strettamente legato al sostegno degli incentivi statali.
Stellantis si conferma leader, la Fiat Pandina è l’auto più venduta
Il gruppo Stellantis (inclusa la partnership con Leapmotor) mantiene la leadership del mercato nazionale:
- Quota di mercato: Stabile al 26% a luglio con 31.952 vetture (+3,5%), mentre nei primi 7 mesi sale al 30,4% (322.357 vetture complessive).
- Il marchio Fiat: Cresce del +27% a luglio (14.031 unità), spinto dal successo della Fiat Pandina Hybrid, che con 8.472 immatricolazioni si riconferma l’auto più acquistata in Italia (6,9% del mercato totale).
Avanzano i costruttori cinesi: BYD oltre il +120%
Prosegue a ritmi elevati la penetrazione dei marchi cinesi sul mercato italiano:
- Volumi complessivi: A luglio le immatricolazioni di auto prodotte in Cina sono state 17.622 (+58%), conquistando il 14,3% della quota di mercato (14,9% nei primi sette mesi con oltre 158.000 unità).
- Exploit BYD: Il colosso delle auto elettrificate ha immatricolato 4.501 veicoli a luglio, registrando un balzo del +127% rispetto allo stesso mese del 2025 e portando la propria quota al 3,6%.
Nonostante il miglioramento del clima di fiducia rilevato dal Centro Studi Promotor, i volumi totali del mercato italiano restano ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia (-14,3% nei primi sette mesi rispetto allo stesso periodo del 2019).