Blitz dei contrari a Strasburgo: il rinvio passa per soli 10 voti. Von der Leyen furiosa: «Scelta ingiustificata». Festeggiano i trattori fuori dal Parlamento. Governo italiano spaccato al voto.
Un colpo di scena destinato a pesare sugli equilibri geopolitici ed economici dell’Unione. Con un “blitz” parlamentare risolto sul filo di lana, l’Eurocamera ha approvato ieri l’invio dell’accordo commerciale UE-Mercosur alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE). La ratifica del trattato con i colossi sudamericani finisce così “in ghiacciaia”: per i giudici di Lussemburgo potrebbero volerci mesi, se non anni, prima di esprimere un parere che oggi appare come un vero e proprio sbarramento legale.
Il voto della discordia
La plenaria si è spaccata quasi a metà: 334 voti a favore del ricorso, 324 contrari e 11 astenuti. Una maggioranza risicata di appena 10 voti ha accolto la richiesta della Sinistra europea e dei Patrioti, mettendo in dubbio la legittimità della suddivisione dell’accordo (lo scorporo tra parte politica e parte commerciale) decisa dalla Commissione per facilitarne l’approvazione.
Sotto la lente dei giudici finirà la compatibilità del testo con i Trattati UE, ma il segnale è squisitamente politico: il Parlamento ha tolto il piede dall’acceleratore su un’intesa firmata solo la settimana scorsa in Paraguay.
L’ira di Ursula e il pressing di Merz
«Profondo rammarico» è la formula diplomatica usata dalla Commissione, ma nel palazzo di Berlaymont il clima è di aperta irritazione. Ursula von der Leyen ha difeso con forza il risultato in aula: «L’accordo garantirebbe alla nostra industria un accesso senza precedenti alle materie prime. Solo l’automotive vedrebbe un incremento dell’export verso il Sud America di 20 miliardi di euro».
Dure critiche sono arrivate anche da Berlino. Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha bollato la decisione come «deplorevole», accusando il Parlamento di valutare «erroneamente la situazione geopolitica» e chiedendo alla Commissione di forzare la mano con l’applicazione provvisoria dell’intesa.
L’Italia si spacca: Lega e 5 Stelle contro FdI e PD
Il voto di Strasburgo ha prodotto un paradosso politico tutto italiano, mandando in frantumi l’unità della maggioranza di governo e quella dell’opposizione.
- Contro l’accordo: La Lega, fedele alla linea di difesa del “Made in Italy” agricolo, ha votato a favore del ricorso insieme a Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Silvia Sardone (Lega) parla di «figuraccia per Von der Leyen», mentre i pentastellati celebrano una «clamorosa sconfitta per Meloni».
- A favore dell’accordo: Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato contro il rinvio alla Corte, allineandosi paradossalmente al Partito Democratico. Il ministro Lollobrigida ha ribadito che il Mercosur resta «un buon affare per una nazione esportatrice come l’Italia».
I trattori in festa
Mentre nelle stanze del potere si contano i voti, fuori dal Parlamento l’atmosfera è di vittoria. Centinaia di agricoltori, guidati dal fronte francese che da mesi guida la rivolta contro l’import di carne e prodotti agricoli sudamericani, hanno accolto con boati di gioia l’esito del voto. Per loro, il ricorso alla Corte è l’ultima ancora di salvezza contro standard ambientali e sanitari ritenuti sleali.