Da Berlino, dopo le tensioni del G7, la cancelliera Merkel torna a lanciare un monito alla nuova amministrazione americana: ‘Cosi’ gli Usa perdono la leadership dell’Occidente. Chi mette i paraocchi nazionali finisce in disparte’.
Il vicecancelliere Sigmar Gabriel, ministro degli Esteri tedesco, dice senza mezzi termini che con Donald Trump gli Usa compromettono la loro leadership nell’occidente. Lanciando un allarme anche piu’ ampio: “l’occidente e’ diventato piu’ piccolo, o almeno piu’ debole”, “cambiano i rapporti di forza”. E si complica la gestione della crisi migratoria per il futuro. Il concetto del ridimensionamento di Washington riecheggia in un nuovo intervento di Merkel: “Chi si mette i paraocchi nazionali, di questo sono convinta, rischia di finire in disparte”. La cancelliera e’ tornata anche sull’accordo di Parigi: la strada per realizzarlo e’ “impervia e lunga”.
E’ stato quindi giusto, a Taormina, non mascherare le differenze. Ad ammorbidire il tiro ha provveduto invece il suo portavoce Steffen Seibert, il quale ha sottolineato “quanto siano importanti” per la cancelliera le relazioni tedesco-americane, “solido pilastro della nostra politica estera e di sicurezza”. “La Germania continuera’ a lavorare per rafforzarle”, e’ la garanzia, nella settimana in cui Merkel incontrera’ i leader di India e Cina, mentre i media nazionali parlano dell’esigenza di “nuovi alleati” (Handelsblatt). La nuova strategia politica e comunicativa adottata a Berlino, che coinvolge l’Europa, punta chiaramente sull’aumento della pressione. E questo proprio in vista della decisione sul clima, che Trump ha annunciato a breve. La “svolta”, della distanza segnata da Frau Merkel, che ha agitato tutti, sulle due sponde dell’Atlantico, arriva dopo il summit siciliano, fallito sul clima. Ma anche, e’ bene ricordarlo, dopo un incontro con Barack Obama, ex partner strettissimo della cancelliera, che le “consegno'” la leadership dell’occidente prima di congedarsi dalla Casa bianca.
Attualmente Obama e’ “disoccupato”, ma e’ stato chiaro a tutti, nel recente viaggio in Europa che ha incrociato i passi di Trump, che l’ex presidente non sia davvero “fuori servizio”. Si potrebbe quindi ben immaginare che questo duo, piu’ che collaudato, si sia confrontato sulla linea da tenere con gli Stati Uniti d’America dell’era Trump. E va rilevato anche che qualche voce americana, nei salotti dei talk show, ha gia’ fatto presente in questi giorni che la pressione esterna, negli Usa, a questo punto “aiuta”. La reazione alle divergenze emerse dal G7 non e’ tangibile solo a Berlino. “L’Ue deve crescere, dobbiamo assumerci le nostre responsabilita’ nel campo della Difesa, ma anche dei rapporti con l’Africa”, ha detto all’ANSA il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani. “Non possiamo continuare a contare sempre sull’aiuto dello zio Sam”, e’ il ragionamento, che ricalca le parole di Merkel, secondo cui “i tempi della fiducia totale” sono “finiti”, e l’Europa deve “prendere il destino nelle proprie mani”. La formula scelta dalla leader tedesca, che ha preso le distanze da Trump senza tuttavia citarlo, ha provocato pero’ irritazione anche a Londra, dove gli artefici della Brexit si sono sentiti a loro volta chiamati in causa.
“Mentre avviamo i negoziati per la Brexit siamo in grado di rassicurare la Germania e gli altri paesi europei di restare partner forte nella difesa nella sicurezza, oltre che, speriamo, nel commercio”, ha replicato la ministra dell’Interno Amber Rudd. “Possiamo assicurare alla signora Merkel che noi puntiamo a una relazione speciale a livello pan-europeo per far si’ di restare tutti al riparo dal terrorismo”.
La cancelliera tedesca, Angela Merkel aveva precedentemente già ribadito l’indipendenza dell’Europa nei rapporti con gli Stati Uniti dopo i risultati deludenti del G7 di Taormina. Gli ultimi giorni le hanno mostrato che i tempi, ‘in cui potevamo contare interamente gli uni sugli altri sono lontani. Se noi Europei definiamo con precisione i nostri valori, se prendiamo sul serio i nostri valori, allora possiamo, e ne sono convinta, padroneggiare tutte le sfide’, ha affermato Merkel, che ha anche definito ‘non soddisfacenti’ le consultazioni al recente G7 a causa del presidente americano Donald Trump. E’ comunque un fatto positivo, ha sottolineato Merkel, ‘che non abbiamo nascosto le differenze’ in quanto e’ sempre apparso chiaro che sei dei sette Paesi membri del G7 hanno espresso in modo fermo e trasparente le loro intenzioni per sostenere e realizzare quanto previsto dall’accordo sul clima di Parigi. A questo circolo appartiene anche l’Ue, ha detto Merkel, rilevando che ‘siamo transatlantici convinti e proprio come convinti sostenitori dei rapporto transatlantici sappiamo che i rapporti transatlantici per tutti noi rivestono un significato di importanza capitale’. Questi rapporti si basano su interessi e valori comuni ‘specialmente in un periodo, come quello attuale, di profonde sfide’, ha concluso la cancelliera tedesca.