GENTILONI, ‘SCELTA DI CIVILTA’. TORNANO CONTROLLI AL BRENNERO
Approvato in Senato con 145 si’, 107 no, un astenuto il dl di conversione del decreto sui migranti, per il quale il governo aveva chiesto il voto di fiducia. In base al testo, i minorenni che arrivano in Italia senza una famiglia non potranno essere respinti ma avranno gli stessi diritti dei loro coetanei Ue. ‘Una scelta di civilta’ per la tutela e l’integrazione dei piu’ deboli’, ha commentato il premier Gentiloni. Al Brennero torna lo spauracchio della barriera anti-migranti, Vienna annuncia controlli su tutti i treni.
“Le due Camere hanno approvato due provvedimenti importanti, che restituiscono l’idea complessiva che guida l’azione del Governo e della maggioranza parlamentare in tema di gestione dei flussi migratori”. E’ soddisfatta, la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, per due pacchetti di misure sui Migranti, uno licenziato in maniera definitiva, l’altro non ancora. La Camera ha approvato le misure per la protezione di minori stranieri non accompagnati. Le norme avevano già avuto luce verde dal Senato, e sono quindi pronte a diventare legge. In base a queste nuove regole, non potranno essere respinti bambini e ragazzi che non hanno ancora compiuto 18 anni e che arrivano in Italia senza un famigliare. I minorenni avranno gli stessi diritti dei coetanei europei. Il provvedimento è stato approvato a Montecitorio con 375 voti a favore, 13 voti contrari della Lega) e 41 astenuti tra le fila di Forza Italia, Conservatori e Riformisti e FdI).
In una discussione parallela, a Palazzo Madama, i senatori hanno approvato la questione di fiducia su un decreto dalla portata più ampia, il n. 13/2017. Questo pacchetto, disegnato dallo staff del ministro Marco Minniti al Viminale, ha l’obiettivo di snellire e rendere più efficiente la gestione dei Migranti, molti dei quali richiedono protezione internazionale, sostenendo di aver bisogno d’asilo, e devono aspettare anni per poter avere una risposta, sia essa affermativa o negativa. Sulla questione di fiducia, il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha registrato 145 sì, 107 no e un astenuto. I presenti erano 260, i votanti 253. La maggioranza era a soglia 127. Il decreto ora torna alla Camera.A differenza del pacchetto per i minori, lodato tra gli altri anche da Sinistra italiana e dal Centro Astalli, che è un servizio dei gesuiti per i rifugiati, il decreto n.13/17 ha suscitato molti dubbi e critiche. “Si torna al vecchio binomio immigrazione-sicurezza”, commenta ad esempio il responsabile immigrazione della Caritas Oliviero Forti, non convinto dall’idea di distribuire per tutto il territorio nazionale centri Cie più piccoli che in passato. Il vero tema, per Forti, è la presenza di molti irregolari, risolvibile solo “partendo da serie politiche di immigrazione e, eventualmente, anche di regolarizzazione”.Da Forza Italia sono arrivate critiche di altro tenore, ma anche aperture. Gregorio Fontana, deputato azzurro e membro della Commissione d’inchiesta sui Migranti, spiega che, sul decreto, il suo partito “ha accettato di intavolare un confronto a tutto campo, senza chiudersi in un rifiuto acritico”, FI ha quindi deciso per l’astensione a Palazzo Madama. “Confidiamo – conclude Fontana – che, almeno nel corso della seconda lettura alla Camera, il Governo esamini con più disponibilità le richieste di Forza Italia, che ne migliorerebbero gli intenti con misure concrete e adeguati stanziamenti”.