DOPO SEQUESTRO NAVE E ACCUSE IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
“L’Italia in prima linea e l’Ue dietro vogliono farci pagare cio’ che dovremmo fare. Il crimine di solidarieta’ e’ stato inventato”. Cosi’ Oscar Camps, direttore dell’Ong ProActiva Open Arms, su Twitter, dopo il sequestro preventivo della loro nave a Pozzallo disposto dalla Procura di Catania. L’accusa associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. L’Ong sostiene che il salvataggio al centro dell’inchiesta e’ avvenuto in acque internazionali, con profughi terrorizzati, tuffati in mare per non tornare in Libia.
Un caso internazionale quello del sequestro della nave della Ong spagnola Proactiva open arms che rimbalza tra Libia, Spagna e Italia. Ieri il provvedimento di sequestro della Procura di Catania che ipotizza il reato di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. Secondo l’accusa da parte dell’equipaggio che ha soccorso 218 migranti ci sarebbe stata una volonta’ di portare i migranti in Italia anche violando legge e accordi internazionali, non consegnandoli ai libici. Tre le persone indagate raggiunte da avviso di garanzia: il comandante e il coordinatore a bordo della nave e il responsabile della Ong. Quello delle Ong e’ stato sempre un tema sensibile per il procuratore etneo Carmelo Zuccaro che circa un anno fa aveva sollevato il caso del comportamento di alcune organizzazioni che – allora disse, pur parlando di “mera ipotesi di lavoro” – “potrebbe essere stata finanziata dai trafficanti”. Sotto sequestro da tempo c’e’ anche la nave di un’altra Ong. Si tratta della “Iuventa” dell’organizzazione tedesca Jugend Rettet. Il prossimo 23 aprile, la Corte di Roma decidera’ sul rilascio del natante fermato lo scorso 2 agosto da un provvedimento del Gip del Tribunale di Trapani con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
“Intanto protesta la Ong spagnola: “E’ un provvedimento preventivo, una mera ipotesi di reato, ma siamo ingiustamente accusati di associazione criminale e di incoraggiare l’immigrazione clandestina disobbedendo ai libici ai quali non abbiamo voluto consegnare donne e bambini… Proteggere la vita umana in mare dovrebbe essere la priorita’ assoluta di ogni corpo civile o militare che si rispetti, chiamato guardia costiera, soccorso marittimo o Marina. Questo e’ anche definito dal diritto del mare”, rivendica Oscar Camps, team leader della Ong spagnola Proactiva Open Arms. Insomma, impedire il salvataggio delle vite a rischio in alto mare “al fine di riportarle con la forza in un Paese non sicuro, come e’ la Libia, equivale a riconsegnarle a una situazione infernale, rischiosa e a forte tensione; e’ in contrasto con lo status dei rifugiati delle Nazioni Unite”. E insiste il legale Emanuela Lo Faro che cita la norma italiana: “Non costituiscono reato le attivita’ di soccorso e assistenza umanitaria prestate in Italia nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno comunque presenti nel territorio dello Stato”. Insomma, “non esiste il reato di solidarieta’ e salvataggio di vite”.
Sui salvataggi dei migranti in mare “c’e’ un codice di condotta italiano che punta ad evitare queste situazioni. Chiediamo a tutte le parti, in futuro, di rispettarlo”, oltre al diritto internazionale. Cosi’ la portavoce della Commissione Ue Natasha Bertaud, dopo il sequestro della nave della ong Proactiva Open Arms. “Seguiamo da vicino il caso, da venerdi’, e siamo in contatto con le autorita’ italiane: in particolare il commissario Avramopoulos ha parlato col ministro Minniti”, ha detto il portavoce.
“Finalmente un Procuratore italiano blocca il traffico di esseri umani!”. Cosi’ il leader della Lega Matteo Salvini su Fb plaude al sequestro della nave Open Arms della Ong spagnola Proactiva da parte della procura di Catania, per aver violato le norme non consegnando i migranti salvati alle autorita’ libiche. Il procuratore capo Carmelo Zuccaro lo scorso anno denuncio’ possibili collusioni tra Ong e trafficanti di uomini, raccogliendo il plauso tra gli altri di Salvini.