Juncker annuncia un piano ‘ambizioso’ di investimenti per l’Africa e i partner dell’Est che potra’ mobilizzare 44 mld di euro, e puo’ arrivare a 88 se gli Stati membri parteciperanno. La logica ‘e’ la stessa del piano di investimenti interno: fondi pubblici come garanzia per attrarre investimenti e creare occupazione’. Via libera del Consiglio europeo al regolamento della nuova agenzia Ue di guardacoste e guardie di frontiera, che apre la strada all’avvio delle attivita’ a meta’ ottobre. Primi indagati nell’indagine sulla gestione del Cara di Foggia.
Migliorare le economie locali, per rendere migliori le condizioni di vita ed eliminare alla radice le cause delle migrazioni verso l’Ue. E’ il principale obiettivo del Piano europeo per gli investimenti esterni (Eip) approvato oggi dalla Commissione europea. Il piano si inserisce nell’agenda per l’immigrazione dell’esecutivo comunitario e, sul modello del piano per gli investimenti per l’Ue, intende garantire il reperimento di almeno 44 miliardi di euro per i paesi dell’Africa e del vicinato. Uno speciale fondo dotato di 3,35 miliardi tra risorse del bilancio comunitario e Fondo europeo per lo sviluppo (Fes) verra’-á usato come garanzia per l’attrazione di fondi privati. L’obiettivo e’ generare un effetto leva tale da reperire 44 miliardi, che potrebbero salire a 88 miliardi se gli Stati membri decideranno di partecipare con risorse nazionali. Tre gli obiettivi principali del piano Eip: mobilitare gli investimenti, intensificare l’assistenza tecnica per un ambiente piu’ favorevole per la politica locale a sostegno di interventi pubblici e prestiti alle imprese, e migliorare il contesto generale di business favorendo il buon governo, la lotta alla corruzione, la rimozione delle barriere agli investimenti e distorsioni del mercato. “Se guardiamo al Medio Oriente e all’Africa, vediamo regioni con un enorme potenziale che viene soffocato da guerra, poverta’, mancanza di infrastrutture, governance debole”, ha spiegato l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, Federica Mogherini, convinta che “il nuovo piano di investimenti esterni sosterra’ le economie e le societa’ dei nostri partner, cosi’ come i nostri obiettivi di politica estera strategici, dalla sicurezza allo sviluppo globale”.
Sul modello del “piano Juncker” avviato lo scorso anno e ora prorogato fino al 2022, il piano di investimenti esterni e’ considerato un “piano Mogherini”: e’ stata infatti proprio lei a proporlo e a guidare il lavoro della squadra che nelle scorse settimane ha elaborato il progetto presentato oggi a Strasburgo. Assieme ai colleghi vicepresidenti della Commissione, Jyrki Katainen e Kristallina Georgieva, ha spiegato in una conferenza stampa la stessa Mogherini, “siamo stati veloci a elaborare questo piano, uno strumento innovativo per rispondere a quello che ci chiedono i nostri partner dei paesi vicini e di quelli africani, cioe’ investimenti soprattutto per dare opportunita’ ai giovani”. Un’impresa europea potra’ cosi’ effettuare investimenti strategici per lo sviluppo di paesi fragili, grazie a una sorta di accompagnamento. “In questo modo si lotta contro la poverta’, e si lavora per la stabilizzazione e il futuro di questi paesi: a lungo termine, funzionera’ anche per la gestione della migrazione”. A differenza del cosiddetto “migration compact”, gia’ operativo per alcuni paesi africani “prioritari”, non c’e’ condizionalita’: “si tratta di due progetti separati”, ha spiegato il capo della diplomazia Ue. La prossima settimana, Mogherini sara’ a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e avra’ l’occasione di presentare anche li’ il “suo” piano per gli investimenti esterni.
Il Consiglio dell’Ue ha approvato in via definitiva il progetto di istituzione di un corpo di guardia costiera e di frontiera europea. Il voto e’ stato espresso con procedura scritta, e chiude l’iter legislativo “spianando la strada per l’inizio delle operazioni gia’-á a meta’-á ottobre”, ha sottolineato Robert Kalinak, ministro degli Interni della Slovacchia e presidente di turno del Consiglio. La guardia costiera e di frontiera europea, ha commentato, “ci aiutera’-á ad affrontare meglio insieme le sfide che abbiamo di fronte oggi”.
Nuove maggiori competenze a Frontex, l’Agenzia europea responsabile del controllo e la gestione delle frontiere esterne dell’Ue, un ufficio per i rimpatri degli immigrati irregolari, un centro di coordinamento per il controllo dei flussi. Sono le principali novita’ che verranno introdotte in Europa dopo il via libera definitivo dato oggi dal Consiglio Ue all’istituzione di un corpo di guardia costiera e di frontiera europea. Tale organismo sara’ costituito da una squadra di risposta rapida di guardie costiere e un parco di attrezzature tecniche: l’Agenzia potra’ contare su almeno 1.500 esperti, il cui intervento potra’ essere dispiegato entro tre giorni. Le risorse umane della nuova Agenzia, che entro il 2020 arriveranno a 1.000 dipendenti a tempo indeterminato (piu’ del doppio rispetto a Frontex), includeranno forze operative sul campo. L’Agenzia potra’ ricevere un nuovo mandato per inviare funzionari di collegamento e avviare operazioni congiunte con paesi terzi confinanti, comprese operazioni sul loro territorio. La guardia costiera e di frontiera avra’ al proprio interno un centro dimonitoraggio e analisi dei rischi, al fine di controllare i flussi migratori verso l’Unione europea. Il centro svolgera’ inoltre analisi dei rischi interni e valutazioni obbligatorie delle vulnerabilita’, per individuare i punti deboli e porvi rimedio. Il centro di valutazione dei rischi si avvarra’ di funzionari di collegamento distaccati negli Stati membri per garantire una presenza sul terreno laddove le frontiere sono a rischio. L’Agenzia potra’ valutare la capacita’ operativa, le attrezzature tecniche e le risorse di cui dispongono gli Stati membri per fronteggiare le sfide alle loro frontiere esterne e “potra’ imporre agli Stati membri di adottare misure entro un termine prestabilito”. In caso di persistenza delle carenze o di ritardo o inadeguatezza dell’azione nazionale, “qualora uno Stato membro sia sottoposto a una forte pressione migratoria che rappresenti una minaccia per lo spazio Schengen”, la Commissione potra’ adottare una decisione di esecuzione – sottoposta a voto del Consiglio – per stabilire che la situazione in un particolare tratto delle frontiere esterne richiede un intervento urgente a livello europeo. E’ previsto infine un Ufficio europeo dei rimpatri istituito nell’ambito dell’Agenzia per dispiegare squadre europee di intervento per il rimpatrio, composte da personale di scorta e di sorveglianza nonche’ da specialisti in materia di rimpatrio, che lavoreranno con efficacia per rimpatriare i cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e’ irregolare. Un documento di viaggio europeo uniforme per il rimpatrio garantira’ una piu’ ampia accettazione dei rimpatriati da parte dei paesi terzi.
Ci sarebbero i primi indagati nell’indagine della Procura di Foggia sulla gestione del Cara, il centro di accoglienza per richiedenti asilo di Borgo Mezzanone in provincia di Foggia. Gli indagati sarebbero accusati, a vario titolo di corruzione, truffa, falso e falso in bilancio. Le indagini, avviate nei mesi scorsi, sono coordinate dal procuratore di Foggia Leonardo Leone De Castris. Nei giorni scorsi il Cara e la sua gestione sono state al centro di una inchiesta giornalistica e ieri il ministro Alfano ha predisposto una task force per verificare la situazione nei centri di accglienza, partendo proprio da quello di Borgo Mezzanone.