Si riaccende lo scontro tra il governo e le organizzazioni non governative impegnate nel Mediterraneo centrale. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha disposto un provvedimento di fermo amministrativo per 45 giorni e una sanzione di 7.500 euro a carico della Sea-Watch 5, nave battente bandiera tedesca, accusata di non aver rispettato gli obblighi normativi e di coordinamento con le autorità competenti durante un recente intervento di soccorso.
La contestazione del Viminale e il bilancio rivendicato
Il titolare dell’Interno ha ribadito via social la linea della fermezza sulle operazioni in mare:
- Violazione delle norme: «La nave non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni. I soccorsi devono essere gestiti e coordinati dagli Stati competenti, non dalle Ong», ha dichiarato Piantedosi.
- I risultati delle politiche migratorie: Il ministro ha rivendicato il calo degli sbarchi, il raddoppio dei rimpatri e l’efficacia degli accordi con Libia e Tunisia, che «dal 2023 hanno impedito la partenza di oltre 275 mila persone». Sul tema dei richiedenti asilo secondari, ha aggiunto: «Sui “dublinanti”, in 4 anni abbiamo impedito il rientro di 80 mila persone; dal 12 giugno le richieste degli altri Stati membri sono state una cinquantina e appena 3 i trasferimenti effettivi in Italia».
La replica della Sea-Watch: «Non collaboriamo con trafficanti e criminali»
L’organizzazione umanitaria ha risposto duramente, confermando di non aver notificato l’intervento alla centrale libica ma motivando la scelta:
- Il mancato contatto con Tripoli: L’Ong ha spiegato che il 13 agosto, dopo aver soccorso 6 persone in acque internazionali, ha informato l’Italia e i Paesi europei limitrofi, ma non il centro marittimo libico, definito «un’autorità fantoccio che serve a legittimare uomini e trafficanti che, poco dopo il salvataggio, ci hanno puntato contro un fucile intimando di allontanarci».
- L’accusa a Roma: Citando accordi e finanziamenti con esponenti libici accusati di crimini e traffico di esseri umani, la nota contrattacca: «Noi non collaboriamo con criminali e trafficanti. Il governo italiano può dire lo stesso?».
- L’allarme sui naufragi: La Ong denuncia la tragica situazione nel canale di Sicilia, segnalando il recente avvistamento di 14 salme alla deriva dopo l’ennesimo naufragio fantasma e definendo il blocco della nave «pura propaganda».
Le reazioni politiche: scontro dopo le parole del Papa
Il provvedimento ha innescato una forte polemica anche sul piano politico:
- L’attacco di Angelo Bonelli: Il deputato di AVS ha definito il blocco della nave «un crimine contro l’umanità», accusando la maggioranza di ipocrisia: «A Rimini la destra ascolta il Papa e applaude quando dice che le persone contano più dei confini, ma mentre quelle parole venivano pronunciate il ministro Piantedosi sequestrava la Sea-Watch colpevole di aver salvato 6 migranti. Nei primi sei mesi del 2026 sono già morte 1.300 persone nel Mediterraneo: diminuire gli sbarchi aumentando i morti dimostra il fallimento disumano di queste politiche».