Ore cruciali per il futuro politico di Milano. Il sindaco Giuseppe Sala si prepara a intervenire oggi in Consiglio comunale per ribadire la sua estraneità ai fatti e la volontà di proseguire il suo mandato fino al 2027, forte del sostegno incassato dal Partito Democratico. Nonostante il confronto “positivo” di ieri sera con la delegazione Dem, Sala si è preso un’ulteriore notte di riflessione prima di presentarsi in aula e chiarire la sua posizione.
Al termine dell’incontro serale, il PD ha confermato il suo appoggio a Sala, ma non senza una chiara richiesta di “segnali di cambiamento per rispondere ai nuovi bisogni della città”. Come ha spiegato il segretario milanese Capelli, l’obiettivo è trasformare le indagini sulla gestione dell’urbanistica – che vedono tra gli indagati lo stesso primo cittadino – in “un’occasione per ripartire”. Il partito intende investire su un “confronto serrato con la città da parte di tutto il centrosinistra”, ponendo l’accento su sfide urgenti come il diritto all’abitare, la direzione dello sviluppo urbanistico, l’accessibilità, l’equità e la “città pubblica”.
L’inchiesta sull’urbanistica milanese continua a scuotere Palazzo Marino. In aula, insieme al sindaco, sarà presente anche l’assessore alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi, per il quale la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari. Sembra ormai certa la presentazione di una lettera di dimissioni da parte dell’assessore, un atto che potrebbe segnare un primo passo verso il “cambiamento” invocato dal PD.
Tra le questioni più spinose sul tavolo, il destino dello stadio di San Siro. La delibera per la vendita a Inter e Milan, che si sperava di chiudere entro il 31 luglio, è ormai slittata a settembre. Le tensioni politiche e i tempi tecnici, con la necessità di ottenere ancora i pareri di due commissioni e il passaggio in Consiglio comunale, hanno reso “praticamente impossibile” rispettare la scadenza.