Ore decisive per il futuro politico di Milano e del suo sindaco, Giuseppe Sala. Dopo tre giorni di incontri serrati con i partiti della sua maggioranza, il primo cittadino si è concesso una giornata di riflessione a casa, prima di affrontare un Consiglio comunale cruciale lunedì. Sul tavolo, non solo il destino della giunta, ma anche la possibile dimissioni dell’assessore all’Urbanistica, Giancarlo Tancredi, e le ripercussioni delle inchieste sul futuro dello stadio di San Siro.
Sala, indagato in un’inchiesta della Procura per presunti abusi edilizi, dovrà chiarire se intende portare a termine il suo mandato fino al 2027 o se la città andrà incontro a elezioni anticipate. La pressione è forte, con i magistrati che hanno chiesto gli arresti domiciliari per Tancredi, ex dirigente comunale prestato alla politica. Quest’ultimo ha già manifestato la sua disponibilità a dimettersi e mercoledì affronterà l’interrogatorio preventivo davanti al GIP per chiarire la sua posizione.
Il Partito Democratico, pur facendo quadrato attorno al sindaco, spinge per una svolta netta. “Noi abbiamo espresso al sindaco la necessità di cambiamenti concreti”, ha ribadito il segretario cittadino dem, Alessandro Capelli. Le dimissioni di Tancredi, che ha gestito i più importanti progetti urbanistici degli ultimi anni, sono considerate un tassello fondamentale per dare un nuovo slancio alla giunta.
Le inchieste, che ora contano ben 74 indagati, potrebbero mettere a rischio la vendita in tempi brevi dello stadio di San Siro a Inter e Milan, un obiettivo che Sala aveva fissato entro il 31 luglio con una road map già definita. Anche la modifica del PGT (Piano di Governo del Territorio) è un progetto fondamentale che attende di essere portato avanti.
La ricerca di un sostituto per Tancredi si preannuncia complessa, vista l’importanza della delega all’Urbanistica e il clima di incertezza generato dalle indagini. Il sindaco ha appreso delle accuse a suo carico dai giornali, un metodo che ha definito “inaccettabile”. La sua integrità morale è in gioco: Sala ha sempre rivendicato la correttezza delle azioni del Comune e dei suoi dirigenti, non riconoscendosi nel quadro descritto dai magistrati. Dopo la notizia dell’indagine, il sindaco era apparso molto provato, quasi in lacrime, e aveva già valutato l’ipotesi delle dimissioni con i suoi assessori.
Dal fronte politico, parte del centrodestra, in particolare Fratelli d’Italia e Lega, ha chiesto le dimissioni del sindaco, inscenando proteste e flash mob in Consiglio comunale. Forza Italia e Noi Moderati hanno invece mantenuto una posizione garantista.
Ha scatenato forti polemiche un post social, poi rimosso, del consigliere comunale di Fratelli d’Italia Enrico Marcora, che ha pubblicato una foto di Sala vestito da carcerato con una palla al piede, creata con l’intelligenza artificiale. Nell’immagine, il sindaco indossava le calze arcobaleno che aveva realmente sfoggiato durante un Pride milanese. Il post ha generato critiche anche tra i follower dello stesso Marcora, con commenti come “Quelle cose falle fare ai 5 stelle”.