Una nuova, drammatica escalation nel conflitto tra Iran e Israele ha scosso la regione stamattina, quando missili iraniani sono riusciti a penetrare le difese aeree israeliane, colpendo diverse aree nel centro e nel sud del Paese. Tra gli obiettivi raggiunti, l’ospedale Soroka di Beer Sheva e alcuni edifici a Tel Aviv, con un bilancio di tre feriti gravi e almeno 34 contusi. Le immagini diffuse sui social mostrano finestre distrutte in un palazzo a Ramat Gan, mentre le sirene d’allarme hanno risuonato in tutto Israele.
Il Ministero della Salute israeliano ha subito dato indicazioni agli ospedali di Barzilai (Ashkelon) e Assuta (Ashdod) di prepararsi ad accogliere i pazienti provenienti dall’ospedale Soroka, gravemente danneggiato. Un operatore sanitario presente al momento dell’esplosione ha raccontato ai media il terrore vissuto: “È stata una fortuna aver evacuato un reparto ieri, altrimenti non ci sarebbe stato un reparto. Il soffitto ci è crollato addosso, l’esplosione mi ha sbalzato via”. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato l’attacco all’ospedale come “un attacco ai nostri valori da parte del regime jihadista”, sottolineando come Soroka sia un esempio di convivenza, con personale ebreo e arabo unito nella missione di salvare vite.
La risposta israeliana non si è fatta attendere. L’Aeronautica Militare Israeliana (IAF) ha colpito nella notte il complesso nucleare di Natanz, principale sito di arricchimento dell’uranio iraniano, e il reattore nucleare ad acqua pesante di Arak. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato che i siti contenevano “componenti e apparecchiature specializzate utilizzate per avanzare nello sviluppo di armi nucleari” e ospitavano “progetti destinati ad accelerare il programma nucleare del regime”. Sono stati colpiti anche numerosi “siti di produzione militare” iraniani, tra cui fabbriche di materie prime per missili balistici e impianti per sistemi missilistici e di difesa aerea. Batterie di difesa aerea, depositi di missili e sistemi radar sono stati “neutralizzati dall’aria”.
La tensione sale anche sul fronte diplomatico. I media statunitensi riportano che il presidente Donald Trump starebbe valutando la possibilità di distruggere l’impianto nucleare di Fordow con più attacchi, pur concedendo a Teheran un’ultima opportunità per rinunciare al suo programma nucleare. L’Iran, dal canto suo, afferma di agire “solo per autodifesa”, mentre il presidente russo Vladimir Putin ha assicurato che Teheran “non sta chiedendo” assistenza militare a Mosca.
Il vicepremier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, in un’intervista al Messaggero, ha ribadito la necessità di un’azione unitaria europea: “L’Europa deve agire sempre di più e tutta insieme. Guai se i Paesi del nostro continente continuassero a muoversi in maniera separata”. Tajani ha sottolineato che “Israele ha ragione sulla bomba atomica iraniana” e che “se Teheran si costruisce la bomba atomica e oltrepassa, come ha certificato l’Onu, la linea rossa, Israele ha il diritto all’autodifesa”. Per il ministro, “la linea del G7 è comunque che si ritorni a trattare tra Stati Uniti e Iran sul nucleare”. Riguardo al rischio terrorismo, ha affermato: “Il rischio terrorismo c’è sempre. L’Italia, per evitarlo, sta facendo la sua parte con il lavoro certosino dell’intelligence, delle forze dell’ordine”.
Anche il Giappone ha espresso “profonda preoccupazione per lo scambio di attacchi” e ha sollecitato “con forza tutte le parti coinvolte a esercitare la massima moderazione”, pur avendo precedentemente condannato le azioni della Repubblica Islamica nella dichiarazione congiunta dei leader del G7.
Benjamin Netanyahu ha visitato l’ospedale Soroka di Beer Sheva, colpito direttamente questa mattina da un missile lanciato dall’Iran, e ha dichiarato: “L’intero popolo di Israele sta pagando un prezzo. Stiamo facendo un blitz e lo stiamo gestendo in modo sorprendente. Ci sono prezzi personali, le persone sono state ferite, le famiglie hanno perso i loro cari”. Poi il premier israeliano ha aggiunto: “Ognuno di noi sostiene un costo personale, e la mia famiglia non è rimasta indifferente: è la seconda volta che mio figlio Avner annulla il suo matrimonio a causa delle minacce missilistiche. È un prezzo personale anche per la sua fidanzata, e devo dire che la mia cara moglie è un’eroina, e anche lei paga un prezzo personale”.
Teheran. “Vorrei dire alla nostra cara Nazione che se il nemico percepisce che lo temete, non vi lascerà andare. Continuate a comportarvi come avete fatto sinora, continuate a comportarvi con forza”. E’ quanto si legge in un post sull’account X in lingua inglese di Ali Khamenei, l’86enne Guida Suprema dell’Iran, con la certezza che “Dio onnipotente certamente, sicuramente, se Dio vorrà, concederà la vittoria” all’Iran, “alla verità, alla parte che è nel giusto”. Viene anche rilanciato anche un messaggio delle scorse ore: “Il fatto stesso che gli amici americani del regime sionista siano entrati in scena e dicano queste cose è – si legge – un segnale della debolezza e dell’incapacità del regime”.
Teheran. “Il governo criminale americano e il suo fesso presidente devono sapere con certezza che se commetteranno un errore e agiranno contro l’Iran, faranno i conti con una risposta dura”. E’ la minaccia che arriva dal Consiglio dei Guardiani, potente istituzione che in Iran partecipa al processo decisionale nella Repubblica Islamica. A riferire della dichiarazione sono i media iraniani al settimo giorno di escalation militare tra Israele e Iran.
Per agevolare il rientro in Italia dei connazionali presenti in Israele, l’Unità di Crisi della Farnesina sta coordinando l’organizzazione di un volo charter in partenza da Sharm el Sheikh (Egitto) il prossimo 22 giugno, con arrivo previsto a Verona. Stando a una nota della Farnesina, i cittadini italiani registrati sul portale ‘Dove Siamo nel Mondo’ e sull’app ‘Viaggiare Sicuri’ riceveranno un sms contenente un link a un formulario da compilare per manifestare il proprio interesse.L’iniziativa ha natura di facilitazione e prevede il trasferimento da Tel Aviv o Gerusalemme all’aeroporto di Sharm el Sheikh in Egitto, seguito dal volo per l’Italia. E’ previsto un contributo economico complessivo di 500 euro per passeggero adulto. Le spese e la responsabilità del viaggio sono a carico degli interessati. Una volta pagato il contributo, l’importo non sarà rimborsabile. Il volo è riservato ai cittadini italiani e ai loro familiari in possesso di passaporto italiano o di altro Paese dell’Unione Europea.