Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, è atteso nella Capitale tra giovedì 7 e venerdì 8 maggio per una missione diplomatica ad alto rischio. L’obiettivo dichiarato è il “disgelo” dei rapporti con la Santa Sede e il Governo italiano, messi a dura prova dalle recenti tensioni geopolitiche e dalle esternazioni del Presidente Donald Trump.
Il fronte vaticano: l’ombra delle tensioni Trump-Leone XIV
L’appuntamento più delicato è quello in Vaticano, previsto per giovedì 7 maggio.
- L’udienza papale: Sebbene non ancora confermata ufficialmente nell’agenda del Pontefice, Rubio dovrebbe essere ricevuto da Papa Leone XIV. L’incontro punta a sanare la frattura aperta dalle parole di Trump contro il Papa e dalla successiva replica del Vaticano.
- Segreteria di Stato: Confermata invece la visita al cardinale Pietro Parolin. Sul tavolo, oltre alla diplomazia bilaterale, pesano i diverbi sulla gestione dei conflitti globali e sulle politiche migratorie.
Il fronte italiano: tra Iran e cooperazione
Il rapporto con l’Italia attraversa una fase di inattesa freddezza. Trump non ha nascosto la sua “delusione” per l’atteggiamento della premier Giorgia Meloni riguardo al conflitto contro l’Iran, giudicato troppo prudente o non allineato alla linea dura di Washington.
L’agenda di Rubio a Roma (venerdì 8 maggio):
- Antonio Tajani: Incontro al Ministero degli Esteri per riaffermare l’asse atlantico.
- Guido Crosetto: Un pranzo di lavoro con il Ministro della Difesa per discutere degli impegni militari e delle spese per la sicurezza.
- Giorgia Meloni: L’incontro con la Premier è ancora in fase di definizione. Palazzo Chigi non ha ufficializzato il colloquio, segnale di una diplomazia che lavora intensamente sottotraccia per evitare passi falsi.
I precedenti e il contesto
Per Marco Rubio si tratta della terza visita in Italia in un anno (dopo Villa Madama nel maggio 2025 e le Olimpiadi Invernali di febbraio 2026). Questa missione appare però la più complessa:
- Guerra all’Iran: La divergenza tra Roma e Washington sulla gestione dell’escalation in Medio Oriente è il principale ostacolo.
- Dazi Auto: L’annuncio di Trump sui dazi al 25% (di cui abbiamo parlato ieri) getta un’ombra sugli incontri economici e politici.
- Relazioni Personali: Il tentativo è di ristabilire quel canale preferenziale che sembrava essersi incrinato dopo i recenti vertici internazionali.
La missione Rubio sarà il termometro della tenuta dell’alleanza tra l’amministrazione Trump 2.0 e i suoi partner storici nel Mediterraneo.