Una folla di decine di migliaia di persone, bianchi e neri, ha salutato il passaggio del corteo funebre di Muhammad Ali, al suo passaggio attraverso Louisville in Kentucky, la città natale del grande campione di boxe diventato anche un simbolo della lotta per i diritti civili degli afroamericani. Molti hanno scandito “Ali, Alì!, altri agitato cartelli con il suo nome o lanciato fiori al passaggio del convoglio. La bara è stata issata sul carro funebre da familiari del defunto, ma anche dall’attore Will Smith, che lo impersonò in un film, e dai pugili Mike Tyson e Lennox Lewis. Il percorso del convoglio, attraverso due ali di folla, è stato studiato per toccare la casa dove nacque 74 anni fa il campione, la scuola che frequentò, allora segregata, il Muhammad Ali Center, il Kentucky Center for African-American Heritage e la strada che porta il suo nome, il Mohammed Ali Boulevard.
Dopo l’inumazione al cimitero in forma privata è stata la volta di una cerimonia funebre interreligiosa aperta a tutti in un grande centro sportivo. L’elogio funebre è stato affidato a diversi oratori, fra cui l’ex presidente americano Bill Clinton, l’attore Billy Crystal, il giornalista sportivo Bryant Gumbel, la figlia dell’attivista per i diritti civili degli afroamericani Malcolm X, Attallah Shabazz. Sono intervenuti anche la moglie della leggenda della boxe, Lonnie, e le figlie Maryum e Rasheda. Fra le personalità anche il re di Giordania Abdullah II, il presidente del Comitato Olimpico internazionale Thomas Bach, il leader della Nazione dell’Islam Louis Farrakhan e gli ex avversari di Muhammad Ali sul ring, Louis Foreman e Larry Holmes. Migliaia di persone hanno partecipato il giorno prima ad una preghiera islamica per il defunto. Nato Cassius Clay, il pugile aveva assunto il nome di Mohammad Ali dopo la conversione all’Islam.
“Muhammad Ali e’ stato l’America. Muhammad Ali sara’ sempre l’America”: così Barack Obama nel messaggio letto alla cerimonia funebre di Lousville da una delle sue piu’ strette collaboratrici alla Casa Bianca, Valerie Jarret. “L’uomo che celebriamo oggi – ha detto Obama – non e’ solo un pugile, un poeta o un agitatore, o un uomo di pace. Non era solo un musulmano o un afroamericano o un bambino di Louisville. Non e’ stato solo il piu’ grande di tutti i temi. Era Muhammad Ali”. Per il presidente americano Ali ha rappresentato le liberta’ fondamentali dell’America, da quella di religione a quella di parola.