Il Segretario di Stato Usa rassicura i leader: «Legame indistruttibile». Von der Leyen frena: «Vogliamo essere più indipendenti». Londra schiera la portaerei nel Nord Atlantico.
Non è un ritorno al passato, ma somiglia a una tregua. Dopo i gelidi venti di rottura dello scorso anno, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha scelto il palco della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco per vestire i panni del “poliziotto buono”, provando a ricucire lo strappo profondo lasciato dai toni bellicosi di JD Vance.
Nel giorno di San Valentino, Washington lancia un messaggio di distensione: «I nostri destini sono intrecciati, siamo figli dell’Europa», ha dichiarato Rubio in un discorso furbescamente intriso di richiami storici, da Colombo ai soldati caduti fianco a fianco in Afghanistan.
Se i toni sono cambiati, la sostanza della dottrina Trump resta però scolpita nella pietra. Rubio ha ribadito la fine dell’illusione della “fine della storia”, scagliandosi contro il libero commercio dogmatico, la «setta del clima» e le frontiere aperte.
La differenza, rispetto al passato, è che Rubio non ha puntato il dito contro le cancellerie europee come colpevoli uniche, parlando invece di «errori fatti insieme». Una mossa diplomatica che ha strappato una standing ovation e un visibile sospiro di sollievo alla platea bavarese, ma che non cancella l’ultimatum di fondo: gli Stati Uniti ricostruiranno la propria civiltà, «preferibilmente con voi, ma se necessario anche da soli».
Nonostante il clima più disteso, i leader europei restano cauti. Ursula von der Leyen ha accolto le parole di Rubio con cortesia istituzionale, ma ha ribadito la linea della Commissione: l’Europa deve diventare «più indipendente» su difesa ed energia. Una posizione condivisa dal ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, che ha gelato l’entusiasmo dei corridoi: «Buon inizio, ma non abbiamo bisogno di altri consigli».
Anche il vicepremier italiano Antonio Tajani ha promosso il discorso come un segnale di relazioni salde, pur consapevole che la «frattura» evocata dal Cancelliere Merz venerdì scorso rimane un dossier aperto e complesso.
La sorpresa della giornata è arrivata da Keir Starmer. Il Primo Ministro britannico ha ufficialmente archiviato l’isolazionismo post-Brexit, promuovendo una «Nato più europea».
Per dare sostanza alle parole, Londra ha annunciato lo schieramento della portaerei Prince of Wales nell’Atlantico del Nord. Una mossa strategica con un doppio obiettivo: rispondere alle pressioni americane che chiedono agli alleati di fare di più e, contemporaneamente, presidiare una regione dove le tensioni tra le due sponde del mare sono diventate croniche.
Mentre Zelensky invoca un’unità transatlantica incrollabile contro Mosca, Monaco si chiude con una certezza: l’America di Trump ha ripreso a parlare con l’Europa, ma l’Europa ha capito che non può più permettersi di stare a guardare.