Si è conclusa l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il trionfo della regista danese May el-Toukhy. Il suo Kvinde Ukendt (Woman Unknown) si aggiudica il Leone d’Oro per il miglior film, segnando un’edizione caratterizzata dal forte rilievo delle tematiche femminili e dall’assenza di premi principali per le opere italiane in concorso.
I premi del concorso principale
| Premio | Vincitore | Film / Note |
|---|---|---|
| Leone d’Oro | May el-Toukhy | Kvinde Ukendt (Woman Unknown) |
| Gran Premio della Giuria | Lee Chang-dong | Ga-Neung-Han Sa-Rang (Possible Love) |
| Leone d’Argento (Regia) | Ilya Khrzhanovsky | Dau |
| Premio Speciale della Giuria | Yuval Abraham e Rachel Szor | Naza (documentario su Gaza) |
| Coppa Volpi (Attrice) | Mathilde Arcel | Kvinde Ukendt (Woman Unknown) |
| Coppa Volpi (Attore) | John Malkovich | Wild Horse Nine di Martin McDonagh |
Il senso delle premiazioni
- Il trionfo di “Woman Unknown”: La pellicola di May el-Toukhy esplora il dramma storico delle “collaboratrici orizzontali”, le donne punite nel secondo dopoguerra per aver intrattenuto relazioni con i soldati degli eserciti occupanti. Ritirando il premio, la regista ha rivolto un messaggio alla figlia: «Usa la tua voce per esprimerti contro la deumanizzazione e contro le persone messe a tacere».
- Standing ovation per “Naza”: Accolto da un lunghissimo applauso in Sala Grande, il premio speciale assegnato a Yuval Abraham e Rachel Szor ha richiamato l’attenzione della Giuria sul dramma delle vittime civili a Gaza.
- Italia a secco nel concorso principale: Nessuno dei cinque film italiani in gara – tra cui il ritornato Nanni Moretti – ha ottenuto riconoscimenti nella selezione ufficiale. L’Italia si consolerà nella sezione parallela Orizzonti, dove I figli della scimmia ottiene i premi per il miglior attore a Riccardo Scamarcio e per la migliore sceneggiatura a Tommaso Landucci e Damiano Femfert.