L’uscita televisiva della Premier Giorgia Meloni sul superamento del «tabù della destra al Quirinale» ha ottenuto l’effetto immediato di ricompattare le opposizioni. Il fronte progressista fa muro in Parlamento e lancia una controffensiva durissima, accusando Palazzo Chigi di piegare l’architettura costituzionale e le regole del voto a interessi puramente personali e di partito.
Lo scontro sullo Stabilicum: «Un antipasto di premierato»
I leader del centrosinistra sono saliti compatti su un palco ad hoc per dire un “no” trasversale alla nuova proposta di legge elettorale della maggioranza, definendola un vero e proprio “premierato mascherato”.
Intervistata a InOnda su La7, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha delineato i punti più controversi del testo normativo, accusando la destra di voler stravolgere il sistema di pesi e contrappesi democratici:
Elly Schlein: «La legge elettorale che vuole Meloni ha un premio di maggioranza abnorme, le liste tutte bloccate e l’indicazione diretta del premier, che è solo l’antipasto del premierato. La priorità di questa premier è solo il potere, è il Quirinale — non so se per sé o per Ignazio La Russa o Alfredo Mantovano. Vorrei che si mettesse finalmente a occuparsi dei veri problemi degli italiani, a partire dalla sanità al collasso, anziché tenere in ostaggio le istituzioni».
Se da un lato i fedelissimi di Fratelli d’Italia spiegano la mossa con una metafora calcistica («La riforma renderà le elezioni una finale: chi vince alza la coppa e governa sicuro, meglio perdere che pareggiare»), le opposizioni promettono barricate. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha proposto di battezzare il progetto progressista come una vera e propria “Alleanza per la Costituzione”, annunciando il passo successivo qualora la maggioranza dovesse tirare dritto in Aula.
Trattative nel Centrodestra: il nodo preferenze e lo spettro dei franchi tiratori
Mentre infuria lo scontro con il centrosinistra, i partiti della maggioranza devono fare i conti con le proprie divisioni interne. Gli sherpa del centrodestra si sono riuniti d’urgenza nella sede di via della Scrofa per sciogliere il nodo delle preferenze.
Fratelli d’Italia e Noi Moderati non hanno ancora depositato gli emendamenti sul tema e cercano una mediazione complessa con Lega e Forza Italia (favorevoli a mantenere le liste bloccate). Tra i corridoi della Camera si fa largo l’ipotesi di far slittare il dibattito in Aula a metà luglio: ufficialmente per motivi logistici legati a imminenti scioperi e lavori ferroviari nello snodo di Firenze, ma le opposizioni sussurrano che la maggioranza abbia in realtà “paura del voto segreto” sulle preferenze e della trappola dei franchi tiratori.