Musumeci e’ il nuovo governatore della Sicilia, col 39,9% delle preferenze. Cancelleri col 34,6% viene eletto all’Assemblea regionale, ma parla di voto contaminato. A Micari il 18,6%. M5s primo partito col 26,7%.
Nello Musumeci è il nuovo governatore della Sicilia. Il candidato del centrodestra si è imposto su Giancarlo Cancelleri (M5S), Fabrizio Micari (Pd) e Claudio Fava (Sinistra). Il primo pensiero di Musumeci in conferenza stampa è andato agli astenuti. Si sono recati alle urne, infatti, solo 2.179.474 elettori su 4.661.111, il 46,76% degli aventi diritto. “Il primo compito che dobbiamo assolvere – ha premesso Musumeci – è quello di recuperare oltre il 50 dei siciliani che ha deciso di non andare a votare. Abbiamo il dovere di lavorare tutti assieme per restituire alla politica credibilità e autorevolezza. Un sondaggio di alcune ore fa dice che soltanto il 12% dei siciliani ha fiducia nell’ente Regione. Un dato preoccupante che deve far riflettere tutte le forze politiche, nessuna esclusa. Quello che è accaduto negli ultimi tempi ha determinato una caduta di credibilità. Abbiamo il dovere di recuperare questa larga fascia di siciliani perché torni a riconoscersi nell’ente Regione e nelle istituzioni”.
Volgendo lo sguardo indietro, Musumeci ha ammesso che “è stata una campagna elettorale dura e difficile. Avvelenata anche da alcune cadute di stile. Ma ormai è acqua passata. Avverto per intero il peso di una grande responsabilità, non mi nascondo le difficoltà che incontrerò lungo il percorso per le condizioni drammatiche in cui si trova la mia terra. La stagione più difficile dei 70anni di autonomia. Sono convinto che con l’aiuto della coalizione di centrodestra e con la collaborazione anche delle opposizioni riusciremo lentamente a risalire la china. Dobbiamo scrivere una nuova pagina della Sicilia, di questa terra amata e bella. Una terra rassegnata, che Verga ha voluto descrivere come la terra dei vinti. Io sono convinto che non debba più essere un’isola da raccontare ma un’isola da vivere, un’isola con molti limiti ma straordinarie, infinite potenzialità. Prima di chiedere aiuto agli altri, dobbiamo essere convinti noi che la Sicilia ce la deve fare. Ringrazio tutti i leader della coalizione, da Berlusconi a Giorgia Meloni – che per prima ha creduto in questa scommessa – a Salvini e Cesa. E lasciatemi un grazie particolare al mio movimento”.
“Il sogno è cominciato nell’autunno del 2014 – ha quindi ricordato Musumeci -. E da allora lo abbiamo inseguito con il solo obiettivo di ridare un futuro a questa terra. Dedico questa campagna elettorale ai miei tre figli e ai figli di tutti i siciliani. Ogni sforzo sarà fatto per loro. I nostri ragazzi hanno diritto a credere in un futuro diverso e migliore. L’impegno antimafia è il prerequisito dal quale non ci siamo mai allontanati nel nostro impegno politico. Dovrà diventare l’impegno di tutti i siciliani ognuno nel proprio ruolo e ambito. L’unità d’Italia si realizza solo se il sud smette si arrancare”. “Fra cinque anni lascerò la guida della Regione. L’obiettivo è restituire una terra normale, libera da zavorre e libera da ogni condizionamento esterno. Un obiettivo comune è la redenzione di questa terra”. Infine uno sguardo alle elezioni politiche. “Il laboratorio Sicilia felicemente riuscito potrà segnare un paradigma per guardare al futuro dell’Italia con ragionevole ottimismo”.
“Ho espresso al Presidente Musumeci le mie congratulazioni per l’ottimo successo e il mio convinto sostegno per la difficile opera che lo attende. I siciliani che hanno operato una scelta responsabile eleggendo, come avevamo chiesto loro, alla presidenza della regione, Nello Musumeci, garanzia di onesta’ e competenza”. Lo afferma in una nota il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi. “Voglio anche rivolgere un ringraziamento di cuore agli elettori siciliani che hanno attribuito un grande consenso alle liste del centro-destra e, nell’ambito del centro-destra, a Forza Italia che e’ fortemente cresciuta e si e’ dimostrata determinante per la vittoria. Lo sara’ anche per assicurare governabilita’, stabilita’ ed efficienza all’attivita’ di governo della regione – aggiunge -. Nei giorni scorsi in Sicilia avevo avvertito questo clima favorevole intorno a noi. La mobilitazione degli elettori moderati, che hanno detto si’ alla mia richiesta di non rassegnarci, di fare qualcosa per cambiare la Sicilia, e’ stata fondamentale per vincere”.
“L’altro aspetto determinante per la vittoria e’ stato la capacita’ delle forze politiche della coalizione di lavorare insieme per un obiettivo comune e un programma condiviso, mettendo da parte i particolarismi e gli egoismi di partito, in nome di un progetto comune e di valori condivisi. Ha vinto l’unita’ del centro-destra, e solo il nostro grande successo ha permesso di evitare quello che da mesi sembrava scontato – prosegue il leader di Forza Italia -, cioe’ un’affermazione dei Cinque Stelle che avrebbe messo la Sicilia in mano a un soggetto politico improvvisato, composto da persone senza esperienza di governo, che non hanno mai amministrato nulla, che nella maggior parte dei casi non hanno mai neppure lavorato. E’ questo il grande dato politico di queste elezioni, che poi si riflette su quelle nazionali: in Sicilia come in Italia il confronto e’ fra noi e i Cinque Stelle. Il fallimento dell’esperienza di governo regionale e nazionale del PD, e le divisioni della sinistra, non la rendono un competitore credibile dell’ondata ribellista, pauperista e giustizialista rappresentata dal Movimento Cinque Stelle”.