Alta tensione al Senato dove gli ortodossi M5s promettono battaglia sul voto in Aula per il caso Diciotti. Ma si tratta di un piccolo drappello di pentastellati, dunque non dovrebbero esserci colpi di scena sulla decisione finale che deve essere presa nei confronti del ministro Salvini, accusato di sequestro di persona aggravato. Formalmente Lega e 5 stelle sono schierati per il no. Stessa posizione anche per Forza Italia.
“Gli iscritti “hanno detto che il Governo ha tutelato un interesse pubblico”, dice Luigi Di Maio. “Sara’ una maratona oratoria”, annunciano le opposizioni che parlano di “pericoloso precedente”. “La liberta’ personale e’ un diritto inviolabile”, afferma il senatore di Leu, Pietro Grasso, nella relazione di minoranza, mentre il Pd parla di vicenda “senza precedenti”.
“Il drammatico sequestro di 177 persone sulla nave Diciotti non è l’unico sequestro che aleggia in quest’Aula: assistiamo ancora una volta, infatti, all’inquietante metamorfosi di una forza politica che, entrata in Parlamento al grido di “onestà”, ci appare oggi prigioniera di convenienze politiche che la spingono a rinnegare tutto ciò per cui è nata”. Lo ha dichiarato la senatrice del Pd Monica Cirinnà intervenendo in aula.“Il ministro Salvini ha avuto una condotta deplorevole. La posta in gioco è l’individuazione dei confini dell’azione del Governo. Dobbiamo guardarci dalla tentazione di ‘interpretare da un punto di vista di partito interessi che invece sono dello Stato’, perché con il nostro voto rischiamo di mettere in discussione i ‘fondamenti etici della democrazia’– ha proseguito, citando Leopoldo Elia.”Oggi siamo chiamati a scegliere tra politica e Costituzione – ha spiegato – tra gli interessi di una maggioranza politica e la tutela dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Affermare che l’esercizio della funzione di Governo può spingersi fino ad infrangere impunemente la legalità penale, significa colpire a morte la nostra Costituzione repubblicana. La democrazia non è arbitrio della maggioranza, la democrazia è governo della maggioranza entro i limiti della Costituzione”.
“Mi chiedo dov’è oggi Salvini, perchè non è qui in Senato? Mi auguro che la presidente del Senato possa chiedergli di essere in aula almeno domani”. Così il presidente dei senatori del Pd Andrea Marcucci intervenendo sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini. “Sarà un caso che oggi discutiamo di Salvini -ha sottolineato Marcucci- e giovedì di Toninelli? Il Pd ha il dubbio che sia un classico do ut des tra Lega e 5 Stelle. Il M5s sulla Diciotti ha reintrodotto il vincolo di mandato, facendo decidere la piattaforma Rousseau, abolendo di fatto l’articolo 67 della Costituzione”. “Uno non vale più uno ma decide solo Casaleggio, se no arrivano le purghe del capogruppo 5 stelle Patuanelli. Sulla Diciotti, Salvini si è inventato una seduta del Consiglio dei ministri per autorizzarlo, che non c’è mai stato. Il ministro della Lega ha poi violato l’articolo 13 della Costituzione quello sulla libertà inviolabile”, ha aggiunto.