Sequestrata a Lampedusa la nave Mare Jonio, indagato il comandante. ‘Ho fatto il mio dovere, lo rifarei. Avrei dovuto lasciarli morire? Rifarei tutto’, dice Pietro Marrone. Salvini plaude al sequestro della nave: ‘E’ un precedente storico’. La ong Mediterranea fara’ ricorso.
La Procura, guidata da Luigi Patronaggio, indaga per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I magistrati, che lo scorso agosto avevano indagato il ministro Matteo Salvini per sequestro di persone, dovranno valutare se la nave ha agito correttamente e se l’operato dell’equipaggio è stato legittimo. In particolare, occhi puntati sulla comunicazione via radio tra la Gdf e la nave. Le Fiamme gialle hanno intimato l’alt durante la navigazione ma la nave ha proseguito a corsa perché “c’erano onde molto alte”.
Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, scrive su Twitter: “Sequestrata la nave dei centri sociali. Ottimo. Ora in Italia c’e’ un governo che difende i confini e fa rispettare le leggi, soprattutto ai trafficanti di uomini. Chi sbaglia paga”.
“Sequestrata Mare Jonio. Abbiamo sempre garantito sicurezza e assistenza umanitaria in legalita’ e rispetto convenzioni internazionali. Risultati enormi in pochi mesi. Grazie ancora alla Guardia costiera. Le ipocrisie sui migranti si infrangono contro la concretezza del Governo”. Lo dice Danilo Toninelli, ministro delle infrastrutture, su twitter.
La Mare Jonio aveva forzato il divieto all’ingresso nelle acque territoriali a causa delle cattive condizioni meteo. La nave, di bandiera italiana, del progetto Mediterranea, ha soccorso 49 migranti davanti alla Libia. Ispezione della GdF a bordo. Salvini aveva ribadito il no allo sbarco chiedendo l’arresto dei responsabili della nave. Opposizioni all’attacco, il premier Conte invita a non strumentalizzare e rinvia al confronto con l’Ue. Il sindaco di Lampedusa: “Il nostro porto e’ aperto”. Un migrante a bordo, con sintomi di polmonite, e’ stato portato nell’ambulatorio dell’isola. L’Ue ribadisce la richiesta di “soluzioni prevedibili per gli sbarchi”. La Libia accusa: “La Ong ha agito scorrettamente”.
E’ di una bambina morta e otto dispersi il bilancio del naufragio di un’altra imbarcazione con a bordo migranti irregolari avvenuto ieri mattina al largo di Sabratha, città della Libia situata 70 km a ovest di Tripoli. Lo ha reso noto Basem al-Ghrabli, capo del Dipartimento anti-immigrazione di Sabratha. “Una barca di legno con a bordo 27 migranti si è capovolta al largo della città costiera di Sabratha: sette donne e undici uomini sono stati salvati e altri otto sono ancora dispersi”, ha dichiarato al-Ghrabli all’agenzia di stampa ‘Xinhua’. Secondo al-Ghrabli, il corpo di una bambina è stato recuperato sulla riva del mare.