AMATRICE, ARQUATA, ACCUMOLI. UNA SIGNORA LO INVITA A CASA
E’ nelle zone colpite dal terremoto di Lazio e Marche la prima uscita in Italia di Giuseppe Conte da presidente del Consiglio. ‘Faremo il possibile, non faccio promesse, non sono qui per parlar male degli altri’, dice il premier che si mettera’ da domani al lavoro sul decreto in discussione dai prossimi giorni in Parlamento. In uno dei fuori-programma, un’anziana signora lo invita a fare la salita per arrivare nella casetta dove vive: ‘Presidente, venga quassu’, non faccia come gli altri’.
“E’ molto importante che la prima uscita pubblica in Italia del presidente del Consiglio Conte sia avvenuta nelle zone colpite dal sisma, significa che ci hanno a cuore”: a dirlo e’ il sindaco di Arquata del Tronto, Aleandro Petrucci, che ha accolto il neo premier nel villaggio Sae “Borgo 1”. “Il nuovo Governo – aggiunge – deve mettere sostanza nei decreti attuativi e snellire la macchina della burocrazia, altrimenti la ricostruzione non parte”. Il sindaco ha fatto presente a Conte anche il nodo dei piccoli abusi edilizi, “vanno sabati altrimenti si blocca tutto”. Altro tema sottoposto al premier da Petrucci quello degli incentivi alle imprese: “Devono essere focalizzati sulle aziende dei paesi piu’ colpiti dal terremoto”. Il sindaco, parlando con i giornalisti, si e’ detto particolarmente “preoccupato per lo spopolamento del Comune, prima del terremoto eravamo circa 1.200 persone, adesso sono tornati meno della meta’”.
“Oggi ho fatto visita alle zone terremotate del Centro Italia. Ho voluto con forza che la mia prima uscita in Italia da Presidente del Consiglio fosse proprio qui, in queste terre ferite violentemente dal terremoto. Sono venuto qui per ascoltare i cittadini che vi abitano, per comprendere da loro, ma anche dagli amministratori locali, cosa serve e di cosa hanno bisogno.” Lo afferma il premier Giuseppe Conte in un post su facebook in cui si sofferma sulla sua visita nelle zone terremotare del Centro Italia. “A loro, a tutti i terremotati del centro Italia, delle Marche, del Lazio, dell’Umbria, Dell’Abruzzo, voglio dire che non saranno lasciati soli. Voglio dire loro che tutto il mio impegno sara’ volto a fare in modo che oltre al dolore e alle gravi perdite che hanno subito in quella notte dell’agosto di due anni fa, non debbano piu’ subire anche la solitudine e il senso di abbandono da parte delle istituzioni”, scrive il premier.