Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha bocciato ufficialmente il documento in 15 punti elaborato dal “Board of Peace” promosso dal Presidente statunitense Donald Trump per la seconda fase del piano di pace a Gaza.
1. Le dichiarazioni di Netanyahu e il no allo Stato palestinese
In apertura della riunione del gabinetto di sicurezza, il premier israeliano ha preso nettamente le distanze dall’iniziativa di Washington, citando ragioni di sicurezza nazionale:
- Condizione per il ritiro dell’IDF: Le Forze di difesa israeliane non lasceranno la Striscia di Gaza fino a quando non ci sarà un disarmo “effettivo e completo” di Hamas, respingendo ogni ipotesi di disarmo graduale o “fittizio”.
- Chiusura netta alla soluzione a due Stati: Netanyahu ha ribadito con fermezza: “Finché sarò primo ministro, non ci sarà alcuno Stato palestinese, né a Gaza né in Cisgiordania (Giudea e Samaria)”.
- Pressioni politiche interne: La presa di posizione arriva mentre gli alleati di estrema destra della coalizione di governo minacciano la tenuta dell’esecutivo in vista delle elezioni fissate per il 27 ottobre.
2. Le reazioni di Hamas e dei mediatori
Dall’altro lato, i vertici di Hamas — che avevano espresso apertura verso il piano in 15 punti — chiedono l’intervento diretto della Casa Bianca:
- Appello agli Stati Uniti: Bassem Naim, dell’ufficio politico di Hamas, ha sollecitato i mediatori americani a fare pressione su Netanyahu affinché rispetti la roadmap e “non ostacoli il processo per ragioni di politica interna o elettorale”.
- Il ruolo dell’Egitto e dell’NCAG: Il piano del Board of Peace prevede il passaggio del controllo della Striscia al Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (NCAG), organismo tecnocratico la cui entrata sul territorio è al momento bloccata dal veto di Tel Aviv. L’Egitto ha esortato tutte le parti al rispetto degli impegni per evitare l’interruzione del dialogo.
3. Sviluppi regionali e tensioni in Iran
Nel quadro delle tensioni mediorientali, la giornata di oggi evidenzia due importanti nodi geopolitici:
- Incertezza sulla leadership a Teheran: I media locali iraniani hanno riferito di un recente colloquio sulla gestione della guerra tra la Guida Suprema Mojtaba Khamenei e il Presidente Massoud Pezeshkian, annunciando la pubblicazione a breve di un filmato per diradare le voci sulle condizioni di salute dell’Ayatollah.
- Vittime a Gaza: Secondo il ministero della Sanità locale, dal momento dell’entrata in vigore del cessate il fuoco formale si contano oltre 1.250 vittime nei raid e negli scontri aperti a Gaza.