SALVINI CHIEDE ‘MANO LIBERA’ SUI MIGRANTI E SUI VINCOLI UE
Niente accordo sul nome del premier, divergenze su alcuni temi del programma. M5s e Lega chiedono altro tempo a Mattarella. ‘Qualche giorno’, dicono Di Maio e Salvini dopo colloqui separati al Quirinale. ‘Non facciamo nomi. E’ un programma per 5 anni, serve altro tempo’, dice il capo politico del M5s. Mentre Salvini sottolinea che il governo ‘parte se puo’ fare le cose’. Dalla legge Fornero all’Ilva, dalle accise sulla benzina ai migranti su cui la Lega chiede ‘mano libera’, come sulla possibilita’ di ‘ridiscutere i vincoli europei’. Tramontata l’idea di un premier terzo non politico per cui si erano fatti i nomi di Giulio Sapelli e Giuseppe Conte. ‘Avranno cambiato idea. Peccato, ci tenevo a fare bene’, commenta il professore.
Non c’e’ ancora l’accordo tra M5S e Lega. La notizia, anticipata da fonti parlamentari, e’ stata confermata da Luigi Di Maio e Matteo Salvini al termine delle consultazioni con Sergio Mattarella. Il capo politico del M5s ha riferito di aver informato il capo dello Stato sullo stato di avanzamento del ‘contratto di Governo del cambiamento’ cui continua a lavorare il tavolo tecnico, che oggi si e’ riunito alla Camera. “Abbiamo espresso al presidente l’esigenza di qualche altro giorno per poter concludere definitivamente la discussione dei temi e dare il Governo del cambiamento al nostro Paese, se parte questo Governo parte davvero la Terza Repubblica”, ha sostenuto Di Maio. “Questi prossimi giorni saranno fondamentali per noi per chiudere il contratto e metterlo in votazione on line”. Piu’ tranchant il segretario leghista. “Non penso che nessuno si scandalizzi se per sincerita’, schiettezza e coerenza abbiamo chiesto qualche altra ora per vedere se sui temi di cui parlo si arriva alla quadra”, ha scandito. “Se ci sara’ questa condivisione saremo le persone piu’ contente del mondo. Ad oggi, per serieta’, dico che gli accordi un tanto al chilo non fanno per me. Spero di rivederci il prima possibile, o perche’ si comincia o perche’ ci si saluta”. Salvini poi ha sostenuto che non si tratta di difficolta’ legate al “toto-nomi” che non lo appassiona ma ad alcuni punti “importanti” del contratto di Governo, in particolare “infrastrutture e giustizia”. Entrambi i Movimenti hanno annunciato che sottoporranno il ‘contratto’ al vaglio del loro elettorato. I 5 stelle al voto on line sulla piattaforma Rousseau. I leghisti a un “referendum” che si terra’ nei gazebo allestiti con urne e schede, sabato e domenica.
“Ho dormito un’ora stanotte, vado avanti a caffe’ e forse ho scelto il momento sbagliato per smettere di fumare”, aveva scritto Salvini su Facebook prima di salire al Colle. “Ma sono orgoglioso di mettercela tutta per mantenere le promesse e dare un futuro migliore all’Italia e ai nostri figli”. Arrivando alla Camera, per l’incontro di circa un’ora con Di Maio, il segretario leghista aveva negato che lo schema su cui stavano lavorando prevedesse il capo politico dei 5s a Palazzo Chigi. I Cinque stelle, dal canto loro, hanno smentito che il premier sara’ IL professore di Storia Economica, Giulio Sapelli. Intervistato al telefono, Sapelli ha raccontato di aver partecipato ieri all’incontro in serata a Milano e di aver dato, su richiesta dei partiti, la sua disponibilita’ per la presidenza del Consiglio. Nessuna smentita al momento, invece, sul nome di Giuseppe Conte, professore di Diritto privato all’Universita’ di Firenze. Conte era nella lista di ministri che i 5s avevano presentato durante la campagna elettorale (con delega alla Pubblica amministrazione).
“Avevamo messo in guardia Salvini”, dice Gelmini, “Salvini prenda atto dei rischi che sta correndo”, sottolinea il portavoce dei gruppi parlamentari azzurri Mule’, “la speranza e’ che chi deve riflettere, rifletta bene ed in fretta ed eviti ogni corresponsabilita’”, rilancia Giacomoni, “io a questo punto dubito che ci sara’ unGoverno “, prevede Brunetta. Da FI e’ partito una sorta di pressing nei confronti del Carroccio. Si fermi adesso finche’ e’ in tempo, cambi strada, torni nel perimetro del centrodestra, l’appello che viene rivolto al segretario del partito di via Bellerio. Sotto traccia anche da Berlusconi che ha ripreso i contatti con l’alleato (si parla di un incontro questa mattina) ed e’ soddisfatto perche’ sta emergendo quanto sia difficile l’intesa che Salvini e Di Maio stanno cercando di raggiungere. Difficile per l’inaffidabilita’, e’ il ragionamento del Cavaliere, dei Cinque stelle. il presidente azzurro sostiene di aver avuto ragione, di aver sottolineato da tempo l’inadeguatezza politica dei grillini e in attesa delle mosse di Salvini dice di aver apprezzato il richiamo del segretario del Carroccio sull’unita’ della coalizione. E il fatto che a dividere M5s e Lega siano anche i temi della giustizia. Berlusconi non si espone in prima persona, non fa alcun commento ma proprio per lo stallo in corso vede di nuovo la prospettiva delle urne e allontana per il momento i contrasti sorti nei giorni scorsi con Salvini. Qualora ritornasse la possibilita’ delle elezioni anticipate il centrodestra si presenterebbe infatti compatto. E potrebbe facilmente – questa la tesi – ottenere quel 40% che serve per poter governare. E’ anche Giorgia Meloni a invitare la Lega a mettere in conto questa eventualita’: “Farei una riflessione prima di chiudere accordo con M5S”, dice la presidente di Fdi. In Fi l’auspicio e’ che se M5s e lega dovessero continuare a provare di formare un Governo si vada sul leghista Giorgetti per la casella di palazzo Chigi. “Non vediamo come Salvini possa accettare un professore come Conte e non un profilo politico”, si ragiona nel partito.