Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump pronunciava il suo discorso sullo Stato dell’Unione, nel quale ha denunciato il “regime depravato” nordcoreano, Pyongyang accusava l’amministrazione Usa di essere “violatori in flagranza dei diritti dell’uomo”. L’agenzia di stampa ufficiale Knca ha pubblicato un nuovo rapporto intitolato ‘Libro bianco sulle violazioni dei diritti umani negli Stati Uniti nel 2017’. Washington, dal canto suo, pubblica ogni anno un resoconto che regolarmente classifica la Corea del Nord tra i posti peggiori al mondo in materia. “Gli Stati uniti, ‘guardiani della democrazia’ e ‘campioni dei diritti dell’uomo’, alimentano il racket dei diritti umani ma non possono camuffare la loro vera identità di flagranti violatori dei diritti dell’uomo”, si legge nel ‘Libro bianco’ citato dalla Kcna, che evidenzia un certo numero di aree in cui Trump ha danneggiato il paese durante i suoi 12 mesi di mandato.
Citando la violenza razziale che ha avuto luogo lo scorso anno durante una manifestazione a Charlottesville, in Virginia, in cui un manifestante è stato ucciso da un sospettato suprematista bianco, il rapporto sostiene che “la discriminazione razziale e la misantropia sono malattie gravi inerenti al sistema sociale americano e si sono aggravate da quando Trump è entrato in carica”. Il Libro accusa anche il presidente americano di aver riempito la sua amministrazione di “miliardari” e di coloro che avevano contribuito alla sua campagna elettorale, oltre a introdurre politiche che favoriscono i ricchi. “Le politiche anti-popolari che l’amministrazione Trump ha perseguito apertamente in un anno servono, senza eccezioni, gli interessi di una manciata di cerchie più ricche”. Parallelamente, sostiene il rapporto, gli americani della classe operaia sono “sospesi sull’abisso dell’incubo”, privati delle case e dei posti di lavoro, con spese mediche esorbitanti.
E se nel discorso di Trump sullo stato dell’Unione è stato totalmente assente qualsiasi riferimento all’uguaglianza di genere e alle molestie sessuali che hanno dominato le notizie di tutto il mondo dopo il movimento #MeToo, questo tema è menzionato nel libro bianco redatto dal DPRK Institute of International Studies. “Negli ultimi dieci anni la proporzione di donne americane che vivono al di sotto della soglia di povertà è passata dal 12,1% al 14,5%”, afferma il rapporto, sottolineando che “di solito ricevono il 25% in meno di salario rispetto ai loro colleghi maschi”. Inoltre, aggiunge, negli Stati Uniti “una donna viene abusata sessualmente ogni 89 secondi”.