Non si placano le polemiche attorno alla convention dell’Auditorium della Conciliazione che ha sancito la nascita del nuovo partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale. Dopo gli slogan sulla remigrazione e lo scontro frontale con i leader del centrodestra, a scatenare una durissima ondata di reazioni politiche e sociali sono le dichiarazioni del generale sul tema della violenza di genere.
Illustrando le linee programmatiche della sua neonata creatura politica, l’eurodeputato ha espresso una posizione netta e contraria all’attuale impianto giuridico che tutela le donne:
Roberto Vannacci: «Io sono radicalmente contrario all’introduzione del reato specifico di femminicidio. Il femminicidio non esiste come fattispecie a sé stante: è un omicidio come tutti gli altri. Un reato non può e non deve essere considerato più o meno grave in base al sesso della vittima o del carnefice».
A esacerbare il clima della kermesse si sono aggiunte le parole del deputato Domenico Furgiuele, recentemente fuoriuscito dalla Lega per sposare la causa della nuova forza politica, che nel prendere la parola ha salutato la platea dei militanti di Futuro Nazionale definendoli apertamente “camerati”.
La replica del papà di Ilaria Sula: «Parole facili, ma serve rispetto»
Le affermazioni del generale hanno ferito profondamente i familiari delle vittime di violenza di genere. Tra le prime e più dolorose reazioni c’è quella del padre di Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni brutalmente uccisa l’anno scorso a Roma dall’ex fidanzato, un caso che aveva sconvolto l’opinione pubblica nazionale:
Il padre di Ilaria Sula: «Nostra figlia ci è stata portata via dal suo ex fidanzato senza alcun motivo. Sentire queste parole fa male. Femminicidio e omicidio sono due cose ben diverse per dinamiche, radici e accanimento. Le leggi devono essere severe e mirate per chi fa del male alle donne. Parlare stando seduti dietro a un podio per gli altri è fin troppo facile: davanti a certi drammi serve solo rispetto».
L’opposizione insorge. PD: «Negazionismo patriarcale»
Il centrosinistra ha fatto immediatamente muro contro le tesi giuridiche e culturali espresse dal leader dei “Futuristi”, stigmatizzando sia i concetti sulla violenza di genere sia il lessico nostalgico emerso dal palco.
La senatrice del Partito Democratico Cecilia D’Elia ha attaccato duramente la linea del generale: «Quello di Vannacci è un vero e proprio negazionismo patriarcale. Rifiutarsi di vedere la specificità della violenza di genere significa voler cancellare una strage strutturale e culturale che insanguina il Paese».
Sulla stessa linea i parlamentari di Italia Viva, che in una nota congiunta hanno bollato le dichiarazioni come «gravissime, arretrate e profondamente offensive nei confronti delle troppe donne che ogni giorno subiscono violenza e dei genitori che piangono le proprie figlie».