Dopo un mese di relativa tregua sul fronte delle operazioni aeree dirette, gli Stati Uniti sono tornati a colpire il territorio iraniano, innescando un’immediata rappresaglia da parte delle forze di Teheran. Contestualmente, la Russia ha annunciato l’intenzione di lanciare attacchi massicci contro le infrastrutture energetiche in Ucraina, mentre a Dublino si riuniscono i ministri della Difesa dell’Unione Europea.
Raid USA sull’isola di Larak e risposta iraniana
Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi (CENTCOM) ha reso noto di aver condotto attacchi chirurgici sull’isola di Larak:
- Obiettivi americani: Il raid ha bersagliato postazioni di lancio e forze iraniane intenti a posizionare mine marine nello Stretto di Hormuz per proteggere le rotte commerciali internazionali.
- Tensione a Hormuz: I Pasdaran hanno denunciato vittime a seguito dell’attacco e riferito che una petroliera ha preso fuoco dopo aver urtato una mina nello stretto. Teheran ha inoltre rivendicato l’abbattimento di un drone statunitense nell’area.
- La rappresaglia di Teheran: L’Iran ha lanciato missili balistici e droni contro basi aeree statunitensi in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti. L’esercito giordano ha confermato l’intercettazione di 8 missili, mentre gli EAU hanno neutralizzato la minaccia dei droni nelle proprie acque territoriali.
- Dichiarazioni ufficiali: Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in partenza per il vertice dell’Organizzazione della Cooperazione di Shanghai in Kirghizistan con Vladimir Putin e Xi Jinping, ha dichiarato: «Non cerchiamo la guerra, ma daremo una risposta decisa agli aggressori».