Tensioni ad altissimi livelli alla Camera durante le comunicazioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il gruppo di Futuro Nazionale sventola un cappio in Emiciclo contro la clausola di salvaguardia e il piano di riarmo europeo.
La protesta durante l’intervento di Giorgetti
L’ennesimo episodio di tensione in Aula si è consumato al termine della relazione del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, incentrata sull’attivazione della clausola di salvaguardia per coprire le spese militari e la stabilità energetica.
I deputati del gruppo Futuro Nazionale hanno messo in atto una dura contestazione nell’Emiciclo:
- I cartelli: Esposizione diffusa di cartelli con lo slogan “No Safe”, per ribadire la netta opposizione al prestito europeo per la difesa (Security and Defense Financial Engine).
- Il cappio in Aula: Un deputato del gruppo ha sventolato un cappio, rievocando uno dei gesti più controversi della storia parlamentare per denunciare l’impatto economico delle stime di spesa e dei costi di riarmo illustrate dal rappresentante del Governo.
Il contesto politico e i precedenti
L’episodio si inserisce nel delicato dibattito sullo scostamento di bilancio e sul riarmo europeo, giunto in Aula proprio mentre le forze d’opposizione cercano di coordinare una linea unitaria:
- Scontro sulle spese militari: La protesta di Futuro Nazionale giunge all’indomani dell’intesa trovata tra PD, M5S e AVS per una risoluzione comune che escluda l’uso dei fondi SAFE per impegni di spesa strettamente bellici.
- Il ritorno del cappio: Il gesto del cappio richiama direttamente la storica protesta di Luca Leoni Orsenigo nel 1993 in piena Tangentopoli, confermando una scia di gesti dimostrativi in Aula che in questa sessione estiva ha già visto l’esibizione di minicassaforti, bende e manette.
Dai cappi di Tangentopoli alla mortadella in Senato, fino alle minicassaforti e ai pesci freschi: la cronaca politica italiana vanta una lunga tradizione di oggetti scenografici portati nelle Aule di Camera e Senato per lanciare messaggi provocatori o festeggiare la caduta dei governi.
I casi storici più eclatanti
La rassegna dei “corpi estranei” a Montecitorio e Palazzo Madama
| Data / Periodo | Protagonista | Oggetto esibito | Contesto della protesta |
| 16 Marzo 1993 | Luca Leoni Orsenigo (Lega Nord) | Il Cappio | Piena Tangentopoli; sventolato contro la classe politica accusata di corruzione. |
| 24 Gennaio 2008 | Nino Strano e Domenico Gramazio (AN) | Mortadella e Champagne | Festeggiamenti in Aula al Senato per la caduta del secondo governo Prodi. |
| 1 Aprile 2014 | Gianluca Buonanno (Lega Nord) | Spigola fresca | Scherzo/protesta d’aprile in Aula alla Camera (costata l’espulsione al deputato). |
| Marzo 2023 | Angelo Bonelli (AVS) | Pietre del fiume Adige | Mostrate alla Camera per denunciare la grave siccità e l’emergenza climatica. |
| Maggio 2025 | Riccardo Magi (+Europa) | Costume da fantasma | Incursione per protestare contro il silenzio mediatico sui referendum. |
| Novembre 2025 | Chiara Appendino (M5S) | Sveglia | Esibita in Aula per sollecitare l’esecutivo (“È ora di svegliarsi”). |
| Maggio 2026 | Roberto Giachetti (IV) | Manette | Usate per legarsi allo scranno per protesta contro lo stallo in Vigilanza Rai. |
| Luglio/Agosto 2026 | Deputati M5S | Minicassaforte | Esibita per protestare contro la mancata ostensione delle chat di Delmastro. |
Il contenzioso sulle regolamentazioni
Il Regolamento di Camera e Senato vieta espressamente l’introduzione di cartelli, striscioni, strumenti sonori o oggetti di scena non pertinenti alla discussione parlamentare.
Nella maggior parte dei casi citati, l’ostentazione di questi oggetti ha comportato il richiamo all’ordine, il sequestro del manufatto da parte dei Commessi e la successiva espulsione o sospensione dei parlamentari responsabili dalla seduta.