Il ‘sequestro’ di computer e smartphone, ‘ransomware’ in gergo, bloccati e resi inutilizzabili finche’ il proprietario non paga un riscatto, e’ la minaccia informatica principale del 2016. Solo tra luglio e settembre, e’ stato preso in ostaggio un oggetto ogni 10 secondi. Gli analisti avvertono: finora i malviventi hanno rispettato i patti, ma ‘con l’aumentare della popolarita’ di questa pratica estorsiva, e con l’entrata in scena di criminali di ‘grado’ inferiore’, le promesse mantenute saranno sempre meno.
Nel corso degli ultimi mesi i dispositivi presi in ostaggio sono aumentati: si e’ passati da un attacco ogni due minuti a uno ogni 40 secondi, mentre per i singoli utenti la frequenza e’ salita ad un attacco ogni 10 secondi. Il ‘ransomware’, questo il termine in gergo, colpisce in due forme: una blocca l’accesso al dispositivo, l’altra cifra i dati contenuti in computer e device mobili rendendoli inaccessibili. La seconda tipologia e’ la piu’ diffusa. Sono piu’ di 800mila persone le persone colpitd solo nel terzo trimestre dell’anno. Una fonte di pericolo e’ quella degli oggetti connessi a internet (Internet delle cose), sempre piu’ presenti in casa e nelle auto. Uuno degli ultimi cyberattacchi è quello di ottobre che ha mandato il tilt i siti di molti colossi Usa, da Twitter al New York Times, usando stampanti, videocamere e persino baby monitor.