Non è solo una questione di ordine pubblico, ma una vera e propria difesa dell’immagine nazionale quella che la Premier Giorgia Meloni mette in campo dopo gli scontri avvenuti a Milano. Mentre lo stadio di San Siro celebrava l’apertura dei Giochi, all’esterno e sulle linee ferroviarie si consumava una guerriglia che il Governo ha bollato senza mezzi termini come un attacco diretto allo Stato.
Con un duro post sui social, Giorgia Meloni ha definito i manifestanti protagonisti degli scontri a Piazzale Corvetto e i responsabili dei sabotaggi a Bologna come «nemici dell’Italia e degli italiani». «Migliaia di italiani lavorano perché tutto funzioni e la Nazione faccia bella figura – ha incalzato la Premier – poi ci sono loro, bande di delinquenti che vogliono che queste immagini finiscano sulle tv di mezzo mondo».
Meloni ha espresso piena solidarietà alle Forze dell’ordine, sottolineando come l’azione dei «facinorosi» rischi di offuscare lo sforzo dei tantissimi volontari impegnati per il successo olimpico.
A fare eco alla Premier sono i due vicepremier, che leggono negli scontri di Milano la conferma della bontà del pacchetto sicurezza recentemente varato.
Antonio Tajani (Forza Italia): Il Ministro degli Esteri ha puntato il dito contro l’estrema sinistra, accusandola di aggredire poliziotti e carabinieri che garantivano la sicurezza globale dell’evento. «Ecco perché servono le nuove norme», ha ribadito, definendo la protezione dei Giochi una priorità assoluta.
Matteo Salvini (Lega): Ancora più tranciante il Ministro delle Infrastrutture, che ha equiparato i manifestanti a «criminali». Salvini ha legato gli episodi di Milano alle recenti violenze di Torino, avvertendo: «Chi tocca una divisa offende tutti gli italiani. Con il nuovo pacchetto Sicurezza avremo interventi ancora più efficaci contro questi balordi».
Oltre agli scontri in città, preoccupa il fronte delle infrastrutture. Il sabotaggio della linea ferroviaria a Bologna, con il taglio dei cavi elettrici e il ritrovamento di un ordigno rudimentale, è stato definito da Salvini un vero e proprio «attentato». Gli investigatori della Digos non escludono la matrice anarchica, ipotizzando un piano coordinato per boicottare l’inizio delle competizioni olimpiche.
Mentre la magistratura procede con i primi fermi a Milano, il clima resta teso: la politica si spacca tra chi chiede fermezza massima e chi, dalle opposizioni, accusa il Governo di utilizzare questi episodi per giustificare una «deriva securitaria».